Pubblicato il dossier “Profili finanziari”, realizzato dal Servizio Bilancio della Camera, inerente la legge di bilancio 2023. In merito all’articolo 30, relativo alla proroga della scadenza delle concessioni per l’esercizio e la raccolta di giochi pubblici, si legge quanto segue:

“Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:



In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 30 proroga a titolo oneroso, dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023, le concessioni per la raccolta a distanza dei giochi pubblici (scommesse, a quota fissa e a totalizzatore, concorsi a pronostici sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori; bingo; giochi numerici a totalizzatore nazionale; lotterie ad estrazione istantanea e differita). Gli importi che i concessionari corrispondono sono calcolati alle medesime condizioni già previste dalle convenzioni di concessione e dalla normativa vigente. Il corrispettivo una tantum, calcolato in proporzione alla durata della proroga, è maggiorato del 15 per cento ed è versato in due rate di pari importo con scadenza, rispettivamente, al 15 gennaio e al 1° giugno dell’anno 2023.

Si rammenta che i precedenti interventi di proroga delle concessioni in essere, nelle more dello svolgimento di una gara per l’affidamento, hanno previsto che i concessionari prorogati dovessero pagare un corrispettivo una tantum (di importo variabile secondo le varie fattispecie) per la prosecuzione dell’attività.

La relazione tecnica precisa che la norma ha la finalità di evitare che si interrompa l’attività di raccolta del gioco a distanza, con conseguente perdita dei flussi erariali e possibile incremento del mercato illegale, presso cui si dirigerebbero i giocatori. Attualmente sono attive 93 concessioni: 34 sono state assegnate in esito alla gara svolta in attuazione della legge 7 luglio 2009, n. 88 e 59 concessioni in esito alla gara svolta in attuazione della legge 28 dicembre 2015, n. 208. La legge 88/2009, per l’acquisizione di concessioni di durata novennale, prevedeva un versamento una tantum pari a euro 360.000 (euro 300.000 più 20 per cento di IVA), cui aggiungere euro 60.000 (euro 50.000 più 20 per cento di IVA), per l’eventuale esercizio e raccolta anche del Bingo a distanza.

La medesima relazione tecnica prosegue informando che delle 34 concessioni assegnate ai sensi della legge n. 88/2009, 21 concessioni hanno versato euro 360.000 e le altre 13 hanno versato euro 420.000.

L’importo dell’una tantum prevista dalla legge 208/2015 era pari a euro 200,000 (la legge non indicava l’aggiunta dell’IVA) e la durata delle concessioni era stabilita in sette anni. Sulla base dei dati citati, rivalutati in misura pari al 15 percento, la relazione tecnica quantifica l’importo delle entrate previste per la proroga della scadenza delle concessioni per il gioco a distanza al 31 dicembre 2023 in 3.602.238,10 euro. In proposito, si osserva che la relazione tecnica, nei calcoli riportati, applica la maggiorazione del 15 per cento anche alla componente Iva applicabile ad alcuni dei versamenti una tantum (in particolare, quelli disposti ai sensi della legge n. 88 del 2009); in proposito, si rileva che per le società concessionarie l’Iva, al sussistere dei relativi presupposti, può costituire un credito. In merito, dunque, all’effettiva prudenzialità di scontare quale maggior gettito la componente del versamento corrispondente all’Iva andrebbe acquisito l’avviso del Governo. Inoltre, andrebbe acquisito l’avviso del Governo sulla compatibilità della proroga in esame, nelle more dello svolgimento di una gara, con la disciplina UE concernente gli affidamenti di concessioni pubbliche”.

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