di maio

“Con la Manovra del Popolo stiamo facendo una cosa che non si vedeva da decenni in Italia. C’è chi ha sempre contribuito meno alla fiscalità, come i grandi colossi di banche, assicurazioni e gioco d’azzardo. Vogliamo riequilibrare una situazione profondamente ingiusta, in modo da permettere alle piccole e medie imprese di pagare meno. Le PMI sono il cuore della nostra imprenditoria, il 99% di chi produce ricchezza nel nostro Paese. Sono state sempre vessate e trattate come mucche da mungere. Per noi sono un patrimonio da tutelare e far sviluppare”.

E’ quanto dichiarato dal Ministro del Lavoro e Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

“Finalmente paga chi non aveva mai pagato davvero ed era sempre stato privilegiato nonostante qualcuna di queste attività causasse anche danni sociali, come nel caso del gioco d’azzardo, e si dà respiro a chi ha sempre pagato più del dovuto e che a volte ha dovuto chiudere baracca a causa di un fisco troppo elevato e di una burocrazia assurda.

È una rivoluzione fiscale che entrerà a regime nei prossimi tre anni. Già l’anno prossimo le PMI pagheranno 470 milioni di euro di minori tasse, a partire dalla flat tax per professionisti e piccole imprese. Milioni che diventeranno miliardi nei due anni successivi. Nel 2020 la riduzione di tasse arriverà a quasi 4 miliardi di euro, e nel 2021 addirittura a 4,8 miliardi.

Allo stesso tempo aumenteremo le entrate da banche e assicurazioni. Come dice oggi uno studio della CGIA di Mestre: oltre 6,5 miliardi nel 2019 tra maggiori tasse e differimento di deduzioni fiscali, che si stabilizzeranno intorno ai 4 miliardi nel 2020 e 2021. Continueremo anche la stretta sul gioco d’azzardo, che per noi è una questione etica ancora prima che economica. Nel prossimo trienno il prelievo sulle somme giocate nelle new slot e videolottery porterà nelle casse dello Stato oltre 700 milioni in più.

Con questi soldi finanzieremo il Reddito di cittadinanza, quota 100 e gli investimenti, così da fare crescere il Pil e l’occupazione a ritmi più degni di un Paese come l’Italia. Prima di fare tutto questo abbiamo dovuto disinnescare una bomba da 12,4 miliardi di euro che i governi precedenti ci hanno lasciato in eredità. Aumenti dell’Iva che sarebbero stati scaricati sui consumatori distruggendo la domanda interna e colpendo i ricavi delle imprese.La rivoluzione fiscale in Italia è appena iniziata, e non abbiamo intenzione di fermarci davanti a nulla. Finalmente si cambia!” ha concluso Di Maio.

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