Per le coperture della manovra, rispunta l’aumento della “tassa sulla fortuna”.

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Secondo fonti del governo, per finanziare la stabilizzazione al 10% della cedolare secca sugli affitti sociali l’Esecutivo starebbe pensando di ripescare il rialzo dal 12% al 15% del prelievo sulle vincite al gioco oltre i 500 euro (che saliva al 25% sopra il milione), comparso nelle prime bozze del decreto fiscale, poi sostituito dall’intervento sul Preu sulla raccolta di Awp e Vlt. La vecchia norma valeva circa 96 milioni a regime, circa la metà il primo anno.

E’ quanto è emerso a conclusione del vertice che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi sulla manovra di Bilancio.

Il vertice, presieduto dal premier Giuseppe Conte, vedeva attorno al tavolo il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, quello degli Esteri Luigi Di Maio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e il viceministro all’Economia Laura Castelli. Per il Pd erano presenti Dario Franceschini e il viceministro al Mef Antonio Misiani. Per Leu Roberto Speranza e De Petris, mentre Italia Viva era rappresentata da Teresa Bellanova e dal vicecapogruppo Luigi Marattin.

Raggiunta quindi l’intesa sull’impianto della manovra, con qualche ‘variazione’. Confermati gli aumenti sulle sigarette, mancia indietro invece sulle imposte sulle sigarette elettroniche.

La nuova bozza prevede anche l’anticipazione della gara per il rinnovo della concessione di Awp e Vlt entro il 31 dicembre 2020.

Di seguito il testo integrale della bozza nella parte riguardante i giochi

 

Titolo V
Ulteriori disposizioni in materia di entrate
Art. 87
(Concessione per il gioco mediante apparecchi da intrattenimento)
1. In vista della scadenza delle vigenti concessioni in materia di apparecchi da divertimento e intrattenimento e gioco a distanza, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto dei princìpi e delle regole europee e nazionali, attribuisce, con gara da indire entro il 31 dicembre 2020, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria, le seguenti concessioni:
a) 250.000 diritti per apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, che consentono il gioco solo da ambiente remoto, collegati alla rete per la gestione telematica del gioco lecito prevista dall’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni da collocare nei punti vendita di cui alle lettere c) e d), nonché nelle sale scommesse e nelle sale bingo; base d’asta non inferiore ad euro 1.400 per ogni diritto, con un offerta minima di 10.000 diritti;
b) 58.000 diritti (per apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, collegati alla rete per la gestione telematica del gioco lecito prevista dall’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, da collocare nei punti vendita di cui alla lettera d), nonché nelle sale scommesse e nelle sale bingo; base d’asta non inferiore ad euro 15.500 per ogni diritto, con un offerta minima di 2.500 diritti;
c) 35.000 diritti per l’esercizio di punti vendita presso bar e tabacchi, in cui poter collocare gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, che consentono il gioco solo da ambiente remoto; base d’asta non inferiore a 11.000 euro per ogni punto di vendita, con un offerta minima di 100 diritti;
d) 2.800 diritti per l’esercizio di sale in cui è possibile collocare gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, che consentono il gioco solo da ambiente remoto; base d’asta non inferiore ad euro 30.000 per ogni punto di vendita, con un offerta minima di 100 diritti;
e) 50 diritti per poter offrire gioco a distanza; base d’asta non inferiore ad euro 2.000.000 per ogni diritto.
2. Le concessioni di cui al comma 1 hanno durata di nove anni, non rinnovabile. In caso di aggiudicazione, le somme dovute devono essere versate in due rate: la prima, pari al cinquanta per cento della base d’asta, entro 30 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione della concessione e la differenza tra l’offerta presentata ed il versamento effettuato entro 30 giorni dalla sottoscrizione della convenzione di concessione.
3. Possono partecipare alle selezioni di cui al presente articolo i soggetti che già esercitano attività di raccolta di gioco in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, avendovi la sede legale ovvero operativa, sulla base di valido ed efficace titolo abilitativo rilasciato secondo le disposizioni vigenti nell’ordinamento di tale Stato, di dimostrata qualificazione morale, tecnica ed economica.
4. Al fine di assicurare lo svolgimento delle gare e la collocazione dei punti vendita di gioco, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’interno, sono fissate regole uniformi per tutto il territorio nazionale in ordine alla distribuzione dei punti di gioco.

Art. 88

(Incremento del prelievo sulle vincite)
1. A decorrere dal 1 aprile 2020 il prelievo sulle vincite previsto dagli articoli 5, comma 1, lettera a) e 6 del decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 265 del 14 novembre 2011, richiamato nell’articolo 10, comma 9, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012 n.
44, è fissato al 15 per cento.
2. All’articolo 6, comma 2, del decreto direttoriale di cui al comma 1, alla lettera a) le parole “90 per cento” sono sostituite dalle parole “95 per cento”, conseguentemente, alla lettera b) le parole “10 per cento” sono sostituite dalle parole “5 per cento”.