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(Jamma) – “Il decreto-legge in discussione, giunto blindato dopo le tante modifiche apportate dalla Camera dei deputati, mortifica questo ramo del Parlamento, costringendolo a non poter affrontare un esame compiuto e a dover prendere atto che ci si trova di fronte a un testo non emendabile. Nonostante le nostre proteste, al Senato viene nuovamente impedito di entrare nel merito del testo, così come già accaduto negli scorsi mesi sulla legge di bilancio e sul cosiddetto decreto fiscale. Andiamo avanti a colpi di fiducia e il nostro ramo del Parlamento vede costantemente sminuito il proprio ruolo”.

E’ quanto dichiarato in Aula dal senatore Andrea Mandelli (FI-Pdl) durante il seguito della discussione sulla Manovra Correttiva, in attesa del voto di fiducia.

“Il dibattito ci consente però di lasciare agli atti un’analisi sia del testo, che degli errori di politica economica replicati, anche ora, da questo Governo, sulla medesima scia del Governo precedente. Vorrei ragionare, in modo sintetico, per capitoli. Mi soffermo, anzitutto, sul versante della tassazione. Dopo questa manovrina le aliquote IVA salgono a partire dal 2018: l’aliquota del 10 passa all’11,5 per cento, mentre quella del 22 sale di ben tre punti, arrivando al 25 per cento. La sterilizzazione è temporanea, rinviando solamente l’aumento al 13 per cento al 2020. In termini di copertura finanziaria, quest’operazione vale 3,5 miliardi di euro. Si tratta di un intervento dopo il quale rimangono comunque in piedi più di 73 miliardi di clausole fiscali fino al 2021. L’aumento delle accise per 350 milioni di euro viene rinviato al 2019.

La sostanza del provvedimento in esame, così ampio e variegato, è data da un aumento di imposte e tasse per circa 4,5 miliardi nel 2018, generati dagli stessi capitoli che nel 2017 originano maggiori entrate per circa 3 miliardi di euro. Tra questi, sono originati dai giochi 238 milioni di euro, che diventano 413 nel 2018, nonostante la volontà, sbandierata da tutti, di ridurre l’impatto sociale del gioco d’azzardo. Questo è lo stato dei fatti, in attesa che gli annunci superino ovviamente gli atti parlamentari. Questi elementi sono in grado di ridurre la fiducia dei consumatori e deprimere i consumi, venendo meno il potere d’acquisto della gente, che potrebbe quindi essere generato solo e soltanto da un’importante riduzione delle imposte sui redditi. La valutazione sui quattro anni di Governo di centrosinistra – dal 2014 al 2017 – può quindi essere fatta serenamente, numeri alla mano. (…) Dichiaro il voto contrario del Gruppo di Forza Italia a questa ennesima fiducia” ha concluso Mandelli.

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