“L’errore di politica economica compiuta dal Conte 2 è stato quello di confermare le costose misure assistenzialiste introdotte dal Governo gialloverde, ovvero reddito di cittadinanza e quota 100. Due misure che, per la crescita economica, si sono rivelate del tutto inutili se non dannose.

Ci sarebbe voluto un impegno deciso per toglierle e destinare le risorse così risparmiate per la riduzione delle tasse. Tasse che, invece, sono aumentate, soprattutto sui consumi e sulle imprese, per effetto dell’introduzione di diverse tasse “etiche” come la plastic tax, la sugar tax, la tassa sulle auto e una vera e propria stangata sul settore dei giochi. Fortunatamente, si è evitata all’ultimo minuto anche quella sulle transazioni finanziarie (Tobin tax), che avrebbe fatto scappare dall’Italia la maggior parte dei broker.

A poco serve, poi, il mini taglio del cuneo fiscale sostenuto soprattutto dal Partito Democratico. Il principio di tagliare il costo del lavoro è giusto, ma le risorse stanziate per farlo sono del tutto insufficienti e non produrranno l’aumento dei consumi sperato dal Governo. Al contrario, le aziende escono come le vere sconfitte dalla manovra, non avendo ottenuto i maggiori fondi e le minori imposte che chiedevano”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.