Le attività di gioco e scommesse hanno parzialmente recuperato il gap degli occupati impiegati. È quanto certifica l’ISTAT.

Nel 2019, l’attività turistica nel nostro Paese aveva realizzato un record assoluto: 131,4 milioni di arrivi e 436,7 milioni di presenze negli esercizi ricettivi. Tra i 28 paesi dell’Unione europea, l’Italia si collocava in quarta posizione, dopo Spagna, Francia e Germania per numero di presenze totali (il 13,6% di quelle registrate nell’intera Ue28). In particolare, le presenze dei turisti stranieri (non residenti) nel nostro paese ammontavano a 220,7 milioni, il 50,5% del totale delle presenze nelle strutture ricettive nazionali, valore superiore alla media dell’Ue28 (46,6%). È quanto ha riferito l’ISTAT in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato con un aggiornamento del quadro congiunturale dell’economia italiana.

La pandemia e le conseguenti limitazioni degli spostamenti hanno determinato, come noto, un crollo dei flussi turistici: nel 2020, il numero degli arrivi si è ridotto a 55,7 milioni e quello delle presenze a 208,4 milioni, con un calo particolarmente significativo della clientela straniera (-70,3% le presenze).

Nel 2021, gli arrivi e le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi sono tornati a crescere, raggiungendo rispettivamente 78,7 e 289,2 milioni; il bilancio consuntivo a fine anno è però risultato ancora distante dai valori pre-pandemici: -40,1% gli arrivi e -33,8% le presenze rispetto al 2019.

I dati provvisori relativi ai primi nove mesi del 2022 testimoniano come la ripresa del settore si sia ulteriormente rafforzata: l’aumento delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2021 è stato pari al +39,9%. A questo andamento ha contribuito il recupero delle componenti maggiormente penalizzate dalla pandemia: il turismo inbound (le presenze dei clienti non residenti sono cresciute del +91,0% e quelle dei residenti del +11,7%) e il turismo alberghiero (le presenze negli esercizi alberghieri sono aumentate del +48,6% e quelle nelle strutture extra-alberghiere del +28,7%).

Nonostante il forte recupero, le presenze totali risultano ancora inferiori di circa 39 milioni di unità rispetto ai primi nove mesi del 2019 (un gap del 13,8% per la clientela estera e 6,7% per la clientela italiana).

Secondo i dati dell’indagine sulle Forze di lavoro, al primo semestre del 2022, gli occupati impiegati nelle attività produttive “caratteristiche” del turismo erano circa 339mila (media dei primi due trimestri), un valore inferiore di oltre 26mila unità rispetto allo stesso periodo del 2019 (-7,2%). Considerando l’intera industria turistica allargata nel suo complesso, il gap risulta ancora di 88 mila occupati (-4,4%). Tra le attività ricomprese nell’industria turistica si annoverano anche le attività di gioco legale, scommesse, lotterie e case da gioco.

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