Ripresi in Senato i lavori sul ddl Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Magglingen del 18 settembre 2014 sulla manipolazione delle competizioni sportive. Il testo è stato affidato all’esame delle commissioni Giustizia e Affari Esteri, e nella seduta di ieri il relatore Emanuele Pellegrini (Lega) ne ha illustrato il contenuto.

In particolare, la Convenzione contiene al Capo II una serie di norme che riguardano il settore dei giochi e delle scommesse. Il Relatore ha spiegato che questo Capo “Oltre a disciplinare gli aspetti relativi alla prevenzione, alla cooperazione e alle altre misure che le Parti possono adottare in relazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, fra cui le misure riguardanti il finanziamento delle organizzazioni sportive (articolo 8), quelle relative all’autorità di controllo sulle scommesse (articolo 9) e quelle riguardanti gli operatori di scommesse sportive (articolo 10), dispone anche l’obbligo per gli Stati Parte di individuare ed adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più adeguati di lotta contro le scommesse illegali (articolo 11), quali il blocco o la limitazione diretta o indiretta dell’accesso agli operatori «remoti» di scommesse illegali e chiusura degli operatori stessi, il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori, il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività illegali, la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali”.

Per quanto riguarda invece il disegno di legge di ratifica, l’articolo 3 individua nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli l’autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l’applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni delle competizioni. “E’ necessario, infatti, ricordare” ha spiegato Pelelgrini, “che l’Agenzia, in veste di amministrazione dei monopoli, è garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge funzioni di controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi al fine di assicurare il regolare afflusso delle imposte. In particolare, nel comparto dei giochi, l’Agenzia provvede alla verifica della regolarità del comportamento degli operatori e al contrasto dei fenomeni di gioco illegale”.

Il disegno di legge poi “disciplina la confisca, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato”. il ddl di Ratifica prevede venga inserito nella legge n. 401 del 1989 un nuovo articolo 5-bis che consente – in caso di condanna o patteggiamento per i reati di frode in competizioni sportive e altri delitti di esercizio abusivo di giochi o scommesse – al giudice di confiscare i beni che rappresentano il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. Se questa confisca non è possibile, si passa a quella per equivalenti.

L’articolo 5 “introduce, poi, nel decreto legislativo. n. 231 del 2001 la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse”. Vengono così previste “specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite. La riforma prevede che: in caso di commissione di delitti, all’ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 500 quote; in caso di contravvenzioni, all’ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 260 quote”. Vengono poi introdotte anche una serie di sanzioni interdittive. L’esame del ddl proseguirà nelle prossime sedute.

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