Nel seguire la manifestazione dei ‘gilet blu’ organizzata da Sapar a Roma Jamma ha intercettato il Vicepremier Di Maio in un noto locale nei pressi di Montecitorio. Il Ministro ha preferito non rilasciare dichiarazioni, ma dopo aver parlato con alcuni rappresentati associativi pare abbia dato disponibilità informale ad un incontro per la prossima settimana.

Tra gli slogan della protesta: “Noi siamo gestori del gioco legale”; “Non siamo manipolati da nessuno”; “Noi facciamo quello che ci dice la legge”; “Vogliamo la titolarità del nostro lavoro e per questo lo dobbiamo difendere”.

“Caro Di Maio vedo che non ha perso anche stavolta occasione, ieri sera, sulla trasmissione di La7, per dire che ha tassato i concessionari. Le faccio un appello, dove sta scritto, in quale comma, che avete tassato i concessionari? Le ripeto che avete tassato noi, non i concessionari, avete tassato le piccole e medie imprese, i baristi, gli esercenti, i tabaccai. Per questo motivo la aspetto a braccia aperte a piazza Montecitorio per poter discutere e darle con lei tutte le spiegazioni possibili”. E’ quanto dichiarato poco prima dell’inizio della manifestazione dal presidente Sapar Domenico Distante, che durante la protesta ha spiegato: “Noi siamo i gestori degli apparecchi da intrattenimento, piccole e medie imprese che stanno sul territorio nazionale. Una figura fondamentale. Chi pensa il contrario ha capito male o fa finta di non capire. Se vogliono mandarci via non ci riusciranno. Senza di noi non andate da nessuna parte. Questo Governo non ha fatto altro che dare botte e schiaffi solo al nostro settore, con continui aumenti di Preu. Poi il cambio di apparecchi che dovremo fare solo noi. Limiti orari, distanze, non servono a niente. Finora non ho visto nulla di dignità e rispetto verso i nostri dipendenti, ho solo visto calpestare i nostri diritti, mi sento umiliato per tutto quello che sta succedendo, non c’è rispetto per le persone e i dipendenti, che non riescono più nemmeno ad avere un mutuo perchè le aziende sono considerate a rischio. Oggi siamo morti che camminano, il Governo deve intervenire. Ci vuole rispetto per imprese che stanno sul territorio da 40 anni, mi devono dare la possibilità di scegliere il mio concessionario di fiducia, anche pagandolo di più. Il mio appello al Governo è di sederci ad un tavolo, ho avuto l’opportunità di incontrare il Ministro Di Maio, che mi ha assicurato che ci incontra settimana prossima. E’ stato disponibile al dialogo, speriamo. Vogliamo una norma a livello nazionale, che nessun sindaco o Regione possa legiferare dalla sera alla mattina, vogliamo certezze. Dobbiamo sapere che futuro avranno i nostri investimenti. Se il Ministro Di Maio dice che il gioco è immorale faccia un decreto legge che cancelli tutto il gioco pubblico in Italia. I nostri dipendenti non vogliono il reddito di cittadinanza!”.

Per il deputato Mauro D’Attis (Fi): “Con il gioco finanziano una delle barbarie che hanno fatto ultimamente che è il decreto dignità. Aumentano le tasse al gioco per permettere allo Stato di avere più introiti. Queste cose le abbiamo dette in Parlamento. Questa gente sono lavoratori come tutti gli altri e imprese come le altre. Così stanno favorendo la criminalità. Dicono no al gioco e poi dal gioco prendono i soldi per pagare i propri progetti politici, favorendo la gestione della criminalità organizzata del gioco illegale. Il gioco è una cosa bella, la ludopatia è un problema come quello dell’alcolismo e della tossicodipendenza, per quel problema ci sono altre soluzioni, che non consistono nell’impedire alle persone di giocare. Questo Paese ha bisogno di togliersi da questo velo continuo di ipocrisia e forse la manifestazione di oggi può servire a dare un segnale”.

Per Elvira Savino (Fi): “Abbiamo presentato emendamenti, ci siamo opposti, ma è evidente che la maggioranza non ascolta, non accetta il confronto. Le norme varate sono sbagliate, siamo stanchi di questo falso moralismo”.

Sapar, tutto pronto per la manifestazione davanti Montecitorio: “Siamo la parte buona e pulita di un settore troppo spesso bistrattato, ora basta!”