La foto di gruppo del governo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Roma (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Per l’avvocato Quirino Mancini, partner della Tonucci & Partners, serve un approccio speciale verso quello che definisce il peculiare establishment italiano che al momento è ‘un mix di persone incompetenti, persone con pregiudizi, persone distruttive, persone con motivazioni avverse”.

In una intervista rilasciata a Rebecca Liggero di CalvinAyre.com Mancini usa espressioni molto esplicite per commentare la politica italiana in materia di regolamentazione del gioco d’azzardo. “Abbiamo un nuovo governo che si è insediato lo scorso aprile, e una delle prime cose che hanno fatto è stato introdurre il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo, che a mio avviso è mal concepito. Non ha, e non lo farà, l’obiettivo di contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo. Oltre a questo, abbiamo anche nuove aliquote fiscali, incrementate, a partire dall’inizio dell’anno”.
“Avrebbero potuto fare molte cose, incluso dare un avvertimento all’industria, e dire” non ci piace quello che fai, non ci piace come lo fai, e ti diamo quattro mesi per sistemarlo, in mancanza di ciò, interverremo”, ha detto Mancini riferendosi al governo e agli interventi sul mercato del gioco. “Non l’hanno fatto. Una delle due parti dell’alleanza che governa l’Italia al momento, il movimento delle Cinque Stelle, ha scritto sul loro manifesto che avrebbero affrontato il gioco d’azzardo, e ora possono affermare di averlo fatto. Come lo hanno fatto, questa è un’altra storia. ”

Ai nuovi operatori arrivati ​​in Italia l’avvocato Mancini dà alcuni consigli:

“L’unica cosa sensata da dire è che c’è un mercato che sta ancora rispondendo. È un mercato molto affollato e competitivo, ma è anche un mercato che probabilmente non è secondo a nessuno in Europa in termini di numeri, in termini di passione, in termini di potenziale. Ma con nuove normative in vigore, con tasse più alte, ecc”. “Serve un nuovo modo di pensare fuori dagli schemi e di certo inventare un nuovo approccio alla pubblicità”, conclude Mancini.

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