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(Jamma) A partire dal 1 gennaio prossimo Malta deterrà per la prima volta la presidenza di turno del Consiglio dell’UE. Stabilite quindi le priorità della prossima presidenza tra le quali non poteva mancare l’online .

Il documento presentato prevede infatti “progressi per garantire che i consumatori che cercano di acquistare prodotti e servizi in un altro paese dell’UE, siano questi online o di persona, non siano discriminati in base alla nazionalità o al paese di residenza, in termini di accesso ai prezzi, le vendite o le condizioni di pagamento ( geoblocking). Il geoblocking è la pratica, in uso oggi nell’Unione, che impedisce ai cittadini europei di concludere acquisti online transfrontalieri senza l’aggiunta di sovrapprezzi basati sulla nazionalità dei clienti. Una pratica che secondo stime della Commissione europea nel 2015 è stata messa in atto dal 37% dei siti di eCommerce dell’area Ue e che, secondo una proposta avanzata dalla stessa Commissione, rappresenta un freno pesante all’eCommerce perché impone vincoli discriminatori agli acquisti cross border. Il 28 novembre 2016 scorsoil Consiglio ha approvato la bozza di Regolamento sul geo-blocking, bozza che prevede l’esclusione di alcuni servizi tra i quali quelli audiovisivi e il gioco d’azzardo. Ma  è prevedibile che ora Malta cerchi di tutelare la propria industria. Sappiamo bene infatti che a volte le aziende utilizzano il geo-blocking a tutela di alcune norme, per esempio quando un sito web di gioco d’azzardo lo usa per assicurarsi che i suoi servizi non siano disponibili nei paesi in cui il gioco d’azzardo online è illegale.

Il governo di La Valletta è fermamente deciso a ‘proteggere’ il settore del gaming, industria che, secondo gli ultimi dati, costituisce l’11% del prodotto interno lordo, impiega 8.000 persone e contribuisce per 700 milioni alla economia maltese, tanto da non firmare la Convenzione sul contrasto al fenomeno delle competizioni sportive truccate del Consiglio d’Europa. Il governo ritiene che la convenzione potrebbe avere conseguenze disastrose per l’industria del gioco a distanza di Malta rendendo a tutti gli effetti illegali tutti gli operatori che offrono i loro servizi tramite una licenza della Malta Gaming Authority. “Diversi Stati membri dell’UE stanno limitando la fornitura di servizi di gioco online all’interno dell’UE e imponendo licenze nazionali per offrire servizi di gioco d’azzardo sul loro territorio”, ha spiegato Joe Cuschieri , presidente esecutivo della Malta Gaming Authority . “Se l’Unione Europea dovesse ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa, tale definizione avrà applicabilità automatica .”

Quali saranno le prossime mosse di Malta su questo fronte?

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