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Si è svolta nella serata di ieri, lunedì 9 luglio, l’assemblea del Piano di Zona appartenente al distretto luinese.

Ventidue amministratori, tra assessori e sindaci, hanno preso posto nell’aula consiliare di Palazzo Serbelloni per affrontare un passaggio decisivo circa le nuove misure di contrasto al gioco d’azzardo, da applicare in modo condiviso sui singoli territori comunali.

Si tratta di un percorso iniziato più di un anno fa dalla stretta collaborazione tra il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, e l’assessore ai Servizi Sociali di Luino, Caterina Franzetti. Dall’interesse ad esplorare più da vicino il fenomeno della dipendenza patologica dal gioco, grazie anche ai finanziamenti di Regione Lombardia, utili per progetti culturali e di sensibilizzazione tuttora in corso, si è passati in pochi mesi ad un più ampio confronto tra enti pubblici ed associazioni.

“Abbiamo allestito tavoli di lavoro tematici, coinvolto esperti di vari settori e superato ragioni storiche per muoverci in maniera organica su questo versante, così delicato per la salute dei concittadini”, ha affermato il presidente del Piano di Zona, Fabio Passera, nell’introdurre il primo tema all’ordine del giorno. Premesse – si legge su Luinotizie.it – che da sole attribuiscono il giusto peso al grande lavoro svolto, alla base di una proposta di deliberazione, contenente un regolamento attuativo e un’ordinanza sindacale, che può davvero cambiare le regole del “gioco”, sia in termini di prevenzione che di contrasto al mondo di slot e gratta e vinci. Un insieme di otto articoli che raggruppa con metodo e cognizione di causa delle questioni fino ad ora sparpagliate tra leggi regionali e nazionali.

“Abbiamo tenuto conto di tutte le motivazioni incappate nelle letture effettuate dai Tar – ha spiegato ancora il sindaco di Maccagno nella sua lunga introduzione al regolamento -, mettendo le nostre misure ragionevolmente al sicuro da potenziali ricorsi dei soggetti interessati”.

Passando al setaccio la produzione giurisprudenziale, come sottolineato anche dal sindaco Massimo Mastromarino, i rappresentanti del Piano sono giunti ad individuare i temi che possono spingere le intenzioni dell’ente oltre gli ostacoli e i rallentamenti. Da qui prendono forma i due punti cardine della proposta di deliberazione: investire con più energia sulla distanza tra i locali dotati di slot e i cosiddetti luoghi sensibili (riprendendo così una normativa che gode dell’appoggio del legislatore lombardo, ndr), e individuare tre fasce orarie che quotidianamente interrompano l’erogazione del servizio, nel tentativo di favorire il rientro a casa del giocatore compulsivo nei momenti più significativi della giornata.

E’ questo un passaggio cruciale dell’intera pratica che chiama inevitabilmente in causa gli esercenti, perfettamente consapevoli di quanto possa essere spiacevole allontanare un giocatore cronico dalla fonte delle sue puntate. Tale aspetto però non deve generare scompensi o pensieri di rinuncia, ha avvertito l’assessore Caterina Franzetti nel suo intervento, “Ora che l’assemblea si sta rendendo conto della differenza che passa tra un semplice vizio e l’origine di una vera e propria tragedia”.

Il coinvolgimento dei gestori di bar e locali rimane quindi il banco di prova sul quale si giocherà gran parte dell’efficienza della misura, riconosciuta come una valida dimostrazione della sensibilità del Piano, nei confronti del tema, anche da una lettera firmata da Ascom e recapitata al presidente Passera.

Dopo un giro di interventi, utile ad evidenziare quanto una prima fase di sperimentazione sia essenziale per testare l’efficacia del progetto e per rivalutarla in un secondo momento, cifre alla mano, i membri dell’assemblea distrettuale hanno accolto all’unanimità la proposta. Toccherà ora ai singoli consigli comunali il compito di creare le condizioni per la nascita di un regolamento condiviso su tutto il territorio. Uno strumento che goda del supporto delle forze dell’ordine e della partecipazione attiva di tutta la comunità, dai commercianti ai ragazzi delle scuole. “Non si tratterà di una semplice votazione – ha promesso Caterina Franzetti in chiusura -, ma di un nuovo processo culturale con cui unire le forze per abbattere la dipendenza”.

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