“Ci sono tre limiti storici che riguardano il settore. Il primo è quello del liberismo che c’è stato all’origine, poi c’è la linea proibizionista, se ne è parlato molto, si era arrivati a pensare a un proibizionismo puro, cosa che non sta in piedi. Il gioco è una delle condizioni della vita. Ormai non siamo più di fronte a questa linea proibizionista, ha fallito. Il terzo limite è quello del sistema regolatorio”.

Lo ha detto Pier Paolo Baretta (nella foto), assessore al Bilancio del Comune di Napoli, durante la tappa napoletana del tour “Lottomatica Talks – Gioco pubblico, responsabilità e tutela dei consumatori“.

“A fronte di questi tre limiti il mercato nel frattempo si è semplificato. Poi c’è stata la proliferazione di regolamenti locali in contrasto tra loro. C’è un equivoco generale che va chiarito. L’unico settore dove si è fatta davvero l’autonomia differenziata è quello del gioco. Un’altra cosa che è successa – ha aggiunto Baretta – è che l’illegalità ha ripreso spazio, soprattutto nel periodo pandemico. Penso che dobbiamo rilanciare un approccio culturale che evidenzi che il gioco è una delle condizioni normali della vita. Dobbiamo stabilire dei limiti, combattere i rischi della compulsività, ma sostenere con chiarezza che il gioco legale è qualcosa che esiste. Penso ci sia ancora spazio per ridurre l’offerta, razionalizzandola, va immaginata una distribuzione territoriale più organizzata e di qualità, socialmente avanzata. So che le imprese ci stanno pensando, non servono 60mila bar che offrono gioco, è una dispersione anche dal punto di vista del mercato. Infine serve un approccio dialogante tra operatori e istituzioni. Si deve ricominciare a discutere sulla questione e raggiungere una nuova iniziativa regolatoria che tenga conto dei cambiamenti che ci sono stati, da questo punto di vista il regolamento regionale può essere il punto di sintesi. Voi dovete valorizzare fortemente l’aspetto industriale, questa è una chiave importante. Anche noi come amministratori dobbiamo fare la nostra parte. La politica può essere indotta se gli operatori del settore, in rapporto con la parte sociale, fanno capire che passare dal proibizionismo alla regolazione è la strada vincente. Voi imprenditori non accontentatevi dei buoni risultati che avete ora, ma utilizzati per un migliore approccio futuro. Fate uno sforzo per avere una rappresentanza unica del settore”, ha concluso l’assessore.

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