“Quali siano le ragioni che hanno suggerito l’utilizzo di una quota di poco inferiore al 50 per cento della spesa relativa alla digitalizzazione della pubblica amministrazione per un provvedimento oneroso come quello che, come citato all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbe favorire la creazione di una cashless community”. E’ quanto chiedono in un’interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera i deputati Lucrezia Mantovani e Davide Galantino (FdI), rivolgendosi al Ministro per gli affari europei, al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro per la pubblica amministrazione.

Si legge: “Per sapere, premesso che: l’ultima bozza, datata 29 dicembre 2020, del « Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza » include al suo interno 4,75 miliardi di euro dedicati al finanziamento di iniziative volte a ridurre l’uso del contante e incentivare la diffusione di strumenti di pagamento digitali (per esempio Cashback, Lotteria degli scontrini, e altro), oltre che un piano di comunicazione per promuovere l’uso di tali strumenti e informare sul valore dei pagamenti digitali; le voci di spesa rientrano, impegnandone quasi la metà, nelle risorse dedicate al capitolo relativo alla digitalizzazione, innovazione e sicurezza della pubblica amministrazione; la somma sopra riportata per la promozione degli e-payments è poco più della metà rispetto a quella destinata alla sanità, un settore che la pandemia sta ancora oggi sottoponendo a sforzi senza precedenti; la misura denominata cashback ha riscosso, come riportato dal quotidiano Il Messaggero in data 30 dicembre 2020, dei risultati al di sotto delle aspettative; il cashback di Natale, nelle prime due settimane di vita, ha visto la partecipazione di circa cinque milioni di italiani che però hanno maturato una quota di rimborso pari ad appena 18 euro a testa senza dare alcuna spinta all’economia; come pubblicato in data 6 gennaio 2020 in un paper dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, l’Italia si colloca, secondo gli indicatori Desi che riguardano specificamente l’attività delle pubbliche amministrazioni, al 18° posto in Europa; nel sopracitato paper si evidenzia altresì che « nessuno dei progetti pilota che avrebbero dovuto fare da driver della trasformazione digitale della PA ha avuto successo »; quanto poco sopra elencato evidenzia una condizione di grande svantaggio della nostra pubblica amministrazione in termini di digitalizzazione rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea e questo pone l’accento sulla necessità di incrementare e organizzare un vero piano di digitalizzazione; il potenziamento della digitalizzazione della pubblica amministrazione vede un cospicuo drenaggio di risorse da parte del progetto Italia cashless”.