La lotteria degli scontrini al centro dell’attenzione della Corte dei Conti, che gli dedica un capitolo nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021, pubblicato oggi, 28 maggio.

“Con la legge 11 dicembre 2016, n. 232, commi da 540 a 544, è stata istituita una nuova lotteria nazionale gratuita, poi denominata Lotteria degli scontrini8, allo scopo di incentivare la corretta rilevazione delle operazioni di acquisto di beni e servizi da parte dei consumatori finali effettuate presso esercenti tenuti alla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Inizialmente la formulazione delle norme prevedeva l’avvio della Lotteria dal 1° gennaio 2018 e, in via sperimentale, dal 1° marzo 2017 limitatamente all’uso di strumenti che consentissero il pagamento con carta di debito e di credito (comma 543).

Originariamente era previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, le persone che effettuavano acquisti di beni o servizi quali consumatori finali presso esercenti che avevano optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi potessero partecipare all’estrazione a sorte di premi, comunicando al momento dell’acquisto il proprio codice fiscale. L’esercente avrebbe successivamente trasmesso all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione. La partecipazione alla Lotteria era prevista anche per i pagamenti effettuati con contante, ma per incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici si prevedeva di aumentare del 20 per cento la probabilità di vincita dei premi per chi avesse utilizzato gli strumenti elettronici.

Prima del concreto avvio della Lotteria, avvenuto in data 1° febbraio 2021, la normativa ha subito numerose modifiche e rinvii. Con l’art. 18 del d.l. 23 ottobre 2018, n. 119, la data di avvio è stata spostata al 1° gennaio 2020, e poi ulteriormente differita prima al 1° luglio 2020 con il d.l. 26 ottobre 2019, n. 124 e poi al 1° gennaio 2021 con il d.l. n. 34/2020.
Le modifiche hanno interessato l’adozione obbligatoria di un codice lotteria in luogo del codice fiscale, la possibilità di segnalare nella sezione dedicata del portale il rifiuto dell’esercente di acquisire il codice lotteria, possibilità che può esercitarsi dal 1° marzo 2021, e la possibilità di partecipare alla Lotteria esclusivamente attraverso strumenti che consentono il pagamento elettronico. Per disciplinare le modalità tecniche necessarie all’attuazione della Lotteria è stato adottato un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, d’intesa con il direttore dell’Agenzia delle entrate, in luogo del decreto attuativo del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dello sviluppo economico inizialmente previsto. Quanto ai premi, è stata prevista un’estrazione annuale da 5 milioni di euro per l’acquirente e da un milione per l’esercente; 10 premi mensili da 100.000 euro per gli acquirenti e da 20.000 euro per gli esercenti; 15 premi settimanali da 25.000 euro per gli acquirenti e da 5.000 euro per gli esercenti.

La partecipazione alla Lotteria presuppone un pagamento minimo di un euro e comporta il rilascio di un biglietto virtuale per ogni euro speso. Presso il Ministero dell’economia e delle finanze è stato istituito un Fondo con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro per l’anno 2020 e di 6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021 (art. 18, comma 2, del d.l. n. 119/2018), le cui risorse sono destinate alle spese amministrative connesse alla gestione della Lotteria e non più anche all’attribuzione dei premi come inizialmente previsto.

Il numero delle persone fisiche che hanno ottenuto il codice lotteria al 30 aprile 2021 è di circa 4,6 milioni, dei quali hanno aderito alla Lotteria per almeno un’operazione 3,2 milioni. Al 30 aprile 2021 il numero complessivo delle operazioni valide ai fini della Lotteria, rilevate dal sistema, era di 61,3 milioni.

Dai dati forniti dalle agenzie fiscali, sintetizzati nelle tavole che precedono, emerge come al 30 aprile 2021 l’adesione alla Lotteria degli scontrini fosse alquanto limitata e settoriale. Sul totale di 1.169.677 esercenti tenuti alla trasmissione telematica dei corrispettivi, soltanto 261.723, pari al 22 per cento ha finora aderito all’iniziativa trasmettendo almeno una operazione. La gran parte delle operazioni risulta concentrata nella grande distribuzione (supermercati, discount alimentari, grandi magazzini, ecc.). In particolare, le operazioni presso i supermercati assorbono da sole il 54,4 per cento del totale. Il dato è confermato anche dalla distribuzione delle operazioni rilevate per fasce di volume d’affari, tenuto presente che nella fascia superiore a 500 milioni di euro si concentra il 43,1 per cento del totale. Alquanto modesto risulta l’apporto delle fasce fino a 50 mila euro, pari al 6 per cento, e da 50 mila a 100 mila, pari allo 0,9 per cento. Peraltro, una spiegazione del bassissimo numero di operazioni in quest’ultima fascia potrebbe rinvenirsi nell’adozione del regime forfettario cui sono assoggettate le imprese con ricavi fino a 65 mila euro, che induce probabilmente un’abnorme presenza di soggetti nella prima fascia dimensionale considerata. Quanto alla distribuzione territoriale degli esercenti che hanno trasmesso operazioni, i dati assoluti su base provinciale seguono, come è naturale, la diversa dimensione economico-demografica degli ambiti territoriali, con una più forte presenza nelle provincie di Roma (6,4 per cento del totale dei soggetti che hanno trasmesso operazioni) e di Milano (5,2 per cento). Diverse sono le valutazioni ove si faccia riferimento alla numerosità degli esercenti presenti in ciascun ambito provinciale tenuti alla trasmissione telematica dei corrispettivi. Sul piano regionale si rilevano significative differenze tra le regioni. In particolare, a fronte di una discreta affermazione della Lotteria in regioni come la Lombardia, l’Emilia-Romagna e le Marche, altre regioni come la Campania, la Sardegna e la Valle d’Aosta si caratterizzano per un risultato del tutto insoddisfacente, sintomo di un sostanziale rifiuto dell’iniziativa.

Quanto agli ambiti provinciali, sette province hanno superato il 30 per cento di adesioni e ben undici province non raggiungono il 17 per cento di operatori che hanno trasmesso almeno una operazione.

Dai dati finora disponibili emerge lo scarso successo dell’iniziativa, poco diffusa tra gli operatori di medio-piccola dimensione economica e probabilmente poco apprezzata dai consumatori. In sostanza la risposta relativamente positiva è venuta unicamente dalle operazioni effettuate presso le imprese di maggiori dimensioni. Va considerato, peraltro, che la limitata analisi effettuata non tiene conto del rapporto tra il numero di operazioni che hanno comportato la trasmissione del codice lotteria e il numero complessivo delle prestazioni rese dagli operatori. Ove fosse stato possibile svolgere questo tipo di analisi, infatti, i risultati sarebbero stati certamente di gran lunga peggiori rispetto al già modestissimo 22 per cento rilevato nel rapporto operatori censiti/operatori che hanno trasmesso. Le ragioni di tale insuccesso si devono rinvenire nella ancora insufficiente propensione degli operatori e dei consumatori a ricevere ed effettuare pagamenti elettronici. Un ulteriore ostacolo è certamente costituito dalla complessità delle operazioni necessarie per la partecipazione alla Lotteria, che presuppongono l’uso di uno strumento di pagamento elettronico (carta di debito e di credito, carte prepagate, carte e app connesse a circuiti di pagamento privativi e a spendibilità limitata, ecc.), l’esibizione e scansione del codice lotteria, con frequente intralcio delle ordinarie attività commerciali. La conoscenza solo differita della vincita costituisce un’ulteriore remora alla partecipazione alla Lotteria affievolendo l’interesse del consumatore all’operazione. Una soluzione razionale implicherebbe l’unificazione dell’operazione di pagamento elettronico, di rilevazione del corrispettivo a fini fiscali e di partecipazione alla Lotteria, con conseguente identificazione del consumatore solo attraverso lo strumento di pagamento utilizzato. Il sistema dovrebbe poi restituire con immediatezza l’esito della giocata. Una tale procedura avrebbe ben altro appeal sul consumatore e incontrerebbe certamente maggior favore anche tra gli operatori economici interessati. Tale unificazione, peraltro, eviterebbe i non infrequenti disallineamenti generati dai distinti canali di trasmissione e da possibili mancate rilevazioni pur in presenza di un pagamento elettronico. Resta comunque irrisolto il problema costituito dalle preclusioni all’utilizzazione ai fini dei controlli dei dati relativi ai pagamenti elettronici effettuati dai consumatori finali, stante la mancata attuazione di quanto previsto nell’articolo 1, comma 682, della legge 27 dicembre 2019, n. 260, in forza del quale i dati contenuti nell’archivio dei rapporti finanziari da parte dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza sono utilizzati “Per le attività di analisi del rischio e di controllo ai fini fiscali.” Un’ulteriore considerazione può essere fatta riguardo all’entità e alle frequenze dei premi. Sembra avere poco senso, infatti, prevedere un premio annuale di 5 milioni di euro per l’acquirente (e di un milione per il soggetto che effettua la prestazione) e premi, comunque, di importo elevato per le estrazioni mensili e settimanali. Preferibile e più efficace potrebbe essere un sistema che privilegi la frequenza e la numerosità dei premi erogati. Ancora, andrebbe valutata la limitazione della Lotteria alle sole tipologie di attività che si caratterizzano per elevati livelli di evasione dei ricavi contabilizzati, eventualmente attraverso opportune turnazioni tra le diverse categorie, evitando di coinvolgere nell’iniziativa le imprese più strutturate delle grandi catene distributive.

Un ultimo aspetto poco convincente del sistema attuale è quello dell’esclusione dei minori dall’iniziativa. Come già si è avuto modo di osservare, l’esclusione muove da una solo formale assimilabilità del premio erogato alle attività di gioco, mentre dovrebbe tener conto del crescente numero di minori che è oggi provvisto di apposite carte “prepagate” e degli effetti positivi sul piano pedagogico e culturale che avrebbe il coinvolgimento dei giovanissimi (ad esempio, ultra-quindicenni) in iniziative come quella dei premi collegati all’emissione dello scontrino telematico”.