“L’articolo 105 stabilisce che le risorse già previste per l’istituzione di premi speciali associati alla lotteria degli scontrini siano interamente destinate alle spese amministrative e di comunicazione connesse alla medesima lotteria. La gestione di tali spese è affidata, a decorrere dall’anno 2020, al dipartimento dell’Amministrazione generale, del personale e dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze, il quale è autorizzato, per tali attività, ad assumere fino a sei unità di personale con contratto di lavoro a tempo determinato.
L’articolo 105 in esame introduce due nuovi commi 1-bis e 1-ter all’articolo 141 del decreto-legge n. 34 del 2020 (“Decreto rilancio”). Il comma 1 di tale articolo 141 dispone la proroga dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2021 del termine di decorrenza della lotteria degli scontrini (o dei corrispettivi) di cui all’articolo 1, comma 540, della legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016). La proroga si è resa necessaria, come chiariva la relazione illustrativa annessa al decreto-legge n. 34, a seguito dell’emergenza epidemiologica COVID-19 che ha determinato la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali e il contenimento degli spostamenti non essenziali. Tale situazione può rendere difficoltosa la distribuzione e l’attivazione dei registratori telematici, specialmente da parte dei piccoli esercizi, e ingenerare dubbi nei consumatori, che potrebbero non comprendere l’impossibilità di partecipare alla lotteria per cause indipendenti dalla volontà degli esercenti”. E’ quanto si legge nel dossier del servizio studi di Camera e Senato su “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia (cd. “Decreto Agosto”)”.

“A seguito della proroga, le somme disponibili nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’istituzione dei premi speciali previsti dall’articolo 1, comma 542, della legge di bilancio 2017 sono, come accennato, interamente destinate alle spese amministrative e di comunicazione connesse alla lotteria (nuovo comma 1-bis dell’art. 141, DL n. 34). Si ricorda che i commi da 540 a 544 della legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio 2017) hanno previsto l’istituzione – inizialmente dal 2018, termine successivamente prorogato al 1° luglio 2020 – di una lotteria nazionale, cui partecipano i contribuenti che effettuano acquisti di beni o servizi presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Per partecipare all’estrazione è necessario che i contribuenti, al momento dell’acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione. Le vincite non concorrono alla formazione del reddito imponibile del vincitore e non sono assoggettate ad alcun prelievo erariale.

Il comma 542 citato prevede premi speciali aggiuntivi per i consumatori che utilizzano strumenti di pagamento elettronici. Sono inoltre previsti premi aggiuntivi per gli esercenti che, ai fini della certificazione delle operazioni di vendita o di cessione, utilizzano gli strumenti telematici per la memorizzazione e l’invio dei corrispettivi giornalieri (disciplinati dall’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 127 del 2015). Il tetto di spesa per i nuovi premi è determinato in 45 milioni di euro annui.

Al fine di garantire le risorse per l’istituzione dei premi aggiuntivi e per le connesse spese di gestione amministrativa, il medesimo comma 542 stabilisce un incremento, pari a 50 milioni di euro annui a decorrere del 2020, del Fondo per la gestione della lotteria, istituito dall’articolo 18, comma 2, del decreto-legge n. 119 del 2018. Tale stanziamento è destinato anche alla copertura delle spese di gestione amministrativa della lotteria. Al riguardo, si segnala che tale autorizzazione di spesa è stata ridotta di 20 milioni di euro dall’art. 4 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 (“Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19″) a copertura degli oneri ivi previsti. Il nuovo comma 1-ter dell’art. 141 del Dl n. 34 prevede che le somme qui destinate alla lotteria siano gestite, d’intesa con il dipartimento delle finanze, dal dipartimento dell’Amministrazione generale, del personale e dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze. La medesima disposizione autorizza, per tali finalità, ad assumere, con decorrenza non antecedente al 1° ottobre 2020, fino a sei unità di personale con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di quindici mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, per un importo massimo di 40.000 euro per ciascun incarico. A tal fine si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie qui disciplinate, nel limite massimo complessivo di 240.000 euro. Si segnala che, ai sensi dell’art. 1, comma 542, della legge di bilancio 2017, le risorse per le spese amministrative e di comunicazione connesse alla lotteria erano attribuite alle amministrazioni che ne sostenessero i costi”.

Nella nota di lettura si legge: “L’articolo, in conseguenza della proroga della decorrenza dell’avvio della Lotteria dei corrispettivi prevista dal decreto-legge “rilancio”, integra il comma 1 dell’articolo 141 del decreto legge n. 34/2020, ivi inserendovi il comma 1-bis, attraverso cui si prevede che le risorse disponibili sullo stato di previsione del ministero dell’economia sono interamente destinate alle spese amministrative e di comunicazione connesse alla lotteria degli scontrini e il comma 1-ter, in cui si stabilisce che dette spese sono gestite d’intesa con il Dipartimento delle Finanze, dal Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi del Ministero dell’economia e delle finanze avvalendosi, a partire dal 1° ottobre 2020, il quale, nell’ambito delle predette risorse e nel limite massimo complessivo di 240.000 euro, può avvalersi di sei unità di personale assunto con contratti di lavoro a tempo determinato, con una durata massima di quindici mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. La RT ribadisce sul comma 1-bis che la disposizione prevede che tutte le somme presenti sul pertinente capitolo di spesa del Ministero dell’economia e delle finanze, per l’anno 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 542, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono interamente destinate alle spese amministrative e di comunicazione connesse alla lotteria degli scontrini. Dalla disposizione non derivano pertanto nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La disposizione indicata al comma 1-ter prevede che per le attività connesse alla lotteria degli scontrini, il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato a stipulare fino a sei contratti di lavoro a tempo determinato per la durata massima di 15 mesi con decorrenza non antecedente al 1° ottobre 2020 e per un importo individuale non superiore a 40.000 euro complessivi. L’importo massimo di 240.000 euro, riferito ai sei contratti, trova copertura nell’ambito delle risorse disponibili sullo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 1, comma 542, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Al riguardo, per i profili di quantificazione, sul comma 1-bis, posto che la disposizione si limita a prevedere che, per l’anno 2020, le somme presenti sul pertinente capitolo di spesa del Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 1, comma 542, della legge 11 dicembre 2016, n. 23290, siano interamente destinate alle spese amministrative e di comunicazione connesse alla lotteria degli scontrini, non ci sono osservazioni. Quanto al comma 1-ter, in relazione all’onere massimo previsto per il reclutamento di n. 6 unità lavorative a t.d. ex articolo 6, comma 7, del T.U.P.I., posto che la copertura si avvale a tal fine delle risorse di cui al comma 242 della legge di bilancio 2017, andrebbero evidenziati gli effetti d’impatto sui saldi di finanza pubblica relativamente ai contratti previsti e richiesti i quadri di computo degli effetti indotti con l’indicazione delle aliquote applicate”.