“Oggi molti bambini giocano ai videogiochi basati sulla modalità multiplayer. In questi giochi, i giocatori possono acquistare direttamente le migliori attrezzature invece di passare il tempo a giocare e accumularle lentamente. Il problema è che alcune aziende usano un sistema “pay-to-win” chiamato “loot box”. I giocatori possono ricervere i premi durante il gioco o acquistarli. Il bottino si basa sulla selezione casuale, che lo rende simile al gioco d’azzardo.

Il bottino esiste in giochi come Call of Duty o serie FIFA, ma il problema è che alcuni giochi non sono classificati PEGI 18, che corrisponde all’età legale per il gioco d’azzardo nella maggior parte degli Stati membri. Ad esempio, la FIFA è classificata come PEGI 3. I bottini possono essere pericolosi, specialmente per i bambini, che tendono a diventare facilmente dipendenti dai giochi per computer.

La Commissione ritiene che i “bottini” siano una forma di gioco d’azzardo?

In caso affermativo, quale sarebbe il consiglio della Commissione agli Stati membri su come regolamentare i “bottini” nei loro paesi?

Come intende la Commissione collaborare con gli Stati membri per garantire un approccio armonizzato a livello UE a questa pratica?”.

E’ quanto ha chiesto dall’eurodeputata ceca Dita Charanzová (ANO) in un’interrogazione a risposta scritta presentata alla Commissione Europea.