I tabaccai aderenti alla FIT si schierano in difesa del gioco legale e chiedono alla Regione Lombardia di ripensare le norme sul gioco evitando derive proibizionistiche.

“Guai a eliminare qualsiasi riferimento all’essenza sana e naturale del gioco, ce passa attraverso la rete di offerta legale: così facendo, si oscura completamente, negandola alla radice, l’esistenza di un’attività legale disciplinata dallo Stato per dare spazio unicamente al suo alter ego illegale”, fa sapere l’associazione riferendosi alle disposizioni contenute in una proposta di legge che andrebbe a inasprire la disciplina già prevista dalle leggi regionali vigenti.

Gli esercenti non lesinano critiche alle premesse della proposta di legge laddove si parla del nostro paese come un immenso ‘casinò’.

“La legislazione nazionale recente opera, piuttosto, nel senso di una restrizione decisa dell’offerta di gioco, in particolare di quella effettuata attraverso gli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro. A partire dal 30 aprile 2018 il numero complessivo ddelle AWP non può essere superiore a 265.000 unità. Questo provvedimento, intervenendo sull’entità del parco macchine esistente sul territorio nazionale, ne ha determinato la riduzione nella misura di oltre il 34% rispetto al periodo antecedente il 30 aprile 2018. La scelta del legislatore nazionale si motiva con la previsione della prossima introduzione sul mercato delle cosiddette AWPR, congegni di nuova generazione completamente gestiti in modalità remota che, a differenza delle attuali AWP, non contengono a bordo la scheda di gioco (soggetta per tale motivo a guasti o, nella peggiore delle ipotesi, a manomissioni). Le AWPR consentiranno la gestione da remoto dei seguenti controlli: età dell’utilizzatore, tempo massimo della sessione di gioco, spesa massima, timer regionale”, chiariscono.

Qualsiasi iniziativa ispirata dalla necessità di contrastare il rischi del gioco d’azzardo non deve ispirarsi a quanto fatto in Piemonte, regione che oggi sta ripensando la sua politica in materia di gioco visti gli effetti delle disposizioni che, per gli operatori, hanno di fatto determinato “l’espulsione del gioco legale tramite apparecchi da intrattenimento dal territorio regionale. Alla stessa sono conseguiti effetti deleteri quali la recrudescenza del gioco illegale”.

Riferendosi proprio al caso Piemonte l’associazione ricorda che “Fermo restando l’impegno a limitare la dipendenza dal gioco attraverso gli strumenti dell’informazione trasparente e della formazione professionale degli esercenti, è inoltre quanto mai necessario, oggi, rassicurare le imprese legali circa il fatto che possono tornare a investire nella Regione (si tenga presente, in proposito, che il settore delle slot è uno dei pochi comparti rimasti ancora completamente italiani, dalla componentistica all’assemblaggio, dall’installazione alla manutenzione). Solo così si riuscirà a far arretrare nuovamente il mercato illegale del gioco che in territorio ha guadagnato posizioni negli ultimi tre anni, proprio a seguito dell’introduzione della legge regionale. La finalità della tutela della salute pubblica non può essere perseguita a scapito della legalità e  della rete di raccolta autorizzata del gioco”.

Quanto alla Lombardia egli interventi normativi proposti e sui l’amministrazione si sta confrontando, i tabaccai si dicono contrari alla estensione dei poteri dei Comuni  ” circa la dislocazione (sia nel senso di prima ubicazione che di successivo trasferimento) di tutti gli esercizi che offrono le tipologie di gioco consentite dalla legge senza minimamente tener conto del peculiare regime autorizzatorio di ciascun prodotto di gioco. Si tenga presente infatti che vi sono alcune tipologie di gioco quali il Gioco del Lotto, il 10 e Lotto, le lotterie a estrazione differita (Lotteria Italia) e a estrazione istantanea (Gratta e Vinci) che, proprio in virtù del loro peculiare regime concessorio, sono sottratte alla potestà regolamentare degli enti locali. In particolare, la Legge n. 528/1982 ha introdotto la riserva esclusiva del gioco del lotto, creando a favore dello Stato una situazione di monopolio di diritto gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il tramite dei tabaccai. La concessione per l’esercizio dell’attività di raccolta del gioco del lotto è infatti assegnata ai titolari di generi di monopolio che ne facciano richiesta con apposita istanza entro il 1° marzo di ciascun anno.
I Sindaci, insomma, non possono imporre vincoli con riferimento all’attività di raccolta di questi giochi“.