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(Jamma) – “La priorità è aggiornare le risorse destinate agli SMI, ma anche mettere in atto un processo di revisione che li adegui al nuovo mondo delle dipendenze, con particolare attenzione all’adolescenza”.

È quanto ha sottolineato oggi in Aula Antonio Saggese, consigliere regionale della lista “Maroni Presidente” e membro della commissione Sanità e politiche sociali, nel corso del dibattito sulla proposta di risoluzione “Determinazioni in merito ai Servizi Multidisciplinari Integrati (SMI) dell’area dipendenze”, approvata dal Consiglio regionale anche con il voto favorevole del suo Gruppo.

“Il fenomeno delle dipendenze e l’abuso di sostanze legali e illegali presentano peculiarità quali la complessità e vastità del campo di azione e la velocità nel cambiamento degli scenari, con conseguente necessità di produrre risposte aggiornate ed efficaci – osserva Saggese –. Di fronte alle nuove sfide di questo settore, l’impegno di Regione Lombardia, che ha sempre rappresentato un modello negli interventi rivolti alle persone affette da dipendenze, in particolare adolescenti e giovani, deve essere diretto a riconsiderare l’intero sistema, mettendo mano anche ad un adeguamento delle tariffe, ferme da ormai 8 anni. Il tutto anche alla luce dell’utilizzo che oggi si fa delle sostanze stupefacenti e del fenomeno della dipendenza, che non è più legato ad una condizione sociale particolare o di svantaggio. Il costo ormai bassissimo delle sostanze, infatti, permette di drogarsi regolarmente con un costo inferiore a quello delle sigarette”.

“Dall’audizione dell’Associazione Servizi Ambulatoriali per le dipendenze della Lombardia che raggruppa gli SMI operanti in Lombardia – ricorda il consigliere della Lista Maroni – è emerso che questi Servizi hanno in cura 7.000 persone all’anno, con liste di attesa di tre-quattro mesi. Secondo i dati del 2014, in Lombardia gli utenti che hanno avuto accesso agli SMI sono stati 45.898, di cui 24.923 tossicodipendenti, 10.512 alcoldipendenti, 2.111 giocatori d’azzardo patologici, 693 tabagisti e 5.450 consumatori di altre sostanze. Si può quindi ben capire come il lavoro svolto dagli SMI abbia una ricaduta molto importante sia per il tessuto sociale che nella vita civile. Sappiamo infatti che l’uso delle sostanze è fortemente connesso alla malavita e alla delinquenza. Eppure, sembra che fra i giovani sia abbastanza banalizzato. L’assunzione di stupefacenti non è più vista come qualcosa di negativo e fuori dal comune, anzi è considerata per certi aspetti “normale”: si pensi al consumo di cannabis e alcolici. Oggi, al consumo delle droghe e all’uso inconsiderato di alcool, va aggiunta pure la piaga del gioco d’azzardo, nonché l’utilizzo ossessivo e improprio di internet e di strumenti elettronici. Tutte dipendenze – conclude Saggese – delle quali i nostri giovani sono sempre più a rischio”.

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