Una normativa regionale che impone restrizioni alle attività di gioco d’azzardo o semplicemente alle slot (con relative sanzioni) può rappresentare una fonte di introito per la Regione? In Lombardia le slot , nel 2017, hanno portato oltre 1,1 milioni di euro nelle casse regionali.

La normativa no-slot introdotta dalla Regione Lombardia con la legge regionale n.8 del 2013 ha garantito entrate aggiuntive per oltre 1,1 milioni di euro. Nello specifico, sono nel 2017, laa maggiorazione dell’ICI (+ 0,92%), per l’anno d’imposta 2015, prevista per gli esercizi pubblici che installano apparecchi da intrattenimento a vincita,  è stata applicata a 1.186 contribuenti per un introito totale di 619.112 euro.

Cifra che, a parità di esercizi pubblici interessati dalla imposta, sarà garantita anche per gli anni a seguire.

Di poco inferiore l’importo che, nel solo 2017, è stato raggiunto con le sanzioni contestate dai Comuni alle attività che istallano slot.

Dei 477 Comuni che hanno fornito la documentazione relativa ai controlli effettuati secondo quanto disposto dalla normativa regionale il 67% (320) non ha effettuato controlli, il restante 33% (157) ha svolto un totale di 2.422 controlli a seguito dei quali sono state comminate 145 sanzioni per un importo totale di circa 524 mila euro.

Poco più di 7 mila euro sono stati destinati a finalità sociali o a iniziative dedicate al gioco d’azzardo patologico (come invece ci si aspetterebbe visto che i controlli fanno riferimento alla legge contro lo ludopatia).  Le sanzioni hanno riguardato principalmente (89) violazioni delle regole regionali; tra queste, la partecipazione ai corsi di formazione obbligatori e la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili.

 

 

 

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