“La vicenda dell’ippodromo sta assumendo contorni sempre più paradossali e ridicoli. Comprendiamo la foga del Sindaco nel voler dimostrare di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale, ma abbiamo sempre contestato il momento in cui si sarebbe dovuta svolgere tutta l’operazione (in tempi di pandemia e con mezza città con l’acqua alla gola), le scarse tempistiche in cui si sarebbero dovute effettuare almeno due procedure di gara (quella per i lavori e quella per la concessione dell’impianto) e che aprire a luglio sarebbe stato davvero difficile, a meno di non voler creare dei nuovi “capolavori amministrativi” (cit. Salvetti). Ci sembra che adesso, in pieno agosto, si possa riconoscere che tutti i torti non li avevamo e che la città si sia in buona parte resa conto che la pervicacia del Sindaco sta assumendo contorni sempre meno comprensibili razionalmente, se non nell’ottica di una battaglia politica personalistica e miracolistica nel tentare un’”impresa” della quale pochi sentono l’urgenza”. Così in una nota il M5S Livorno.

“Ciò sta portando ad una situazione grave in cui non si tiene conto degli allarmi dei fantini e del benessere degli animali e si tira dritto forse verso una sola giornata di corse il 15 agosto, alle 18 del pomeriggio sotto il sole dell’ondata di “Lucifero”, in barba ancora una volta al rispetto del benessere degli animali e delle persone.

Singolare che queste segnalazioni sui problemi della pista non vengano prese in considerazione da chi si riempie costantemente la bocca di attenzioni sul tema della sicurezza sul lavoro!

Tanto che è dovuta arrivare pure una diffida al Sindaco da parte dell’IHP (Italian Horse Protection) per non far correre i cavalli in queste condizioni.

Vediamo se Salvetti deciderà di andare cocciutamente avanti ancora una volta, anche a fronte delle prese di posizioni delle associazioni animaliste, che tutelano anche chi non può esprimersi come i nostri animali, o se si fermerà un attimo a riflettere.

In mezzo a tutto ciò ci sono le prescrizioni del Ministero sulla situazione dell’impianto che vorremmo conoscere, il contributo per il montepremi annunciato ma non ancora visto in bilancio, le procedure di gara un po’ singolari in cui l’affidamento del progetto esecutivo è stato fatto il 4 agosto per l’importo totale, quando i lavori sembrano almeno in buona parte essere partiti ben prima.

Ci sono procedure amministrative che sembrano fatte alla rovescia e che devono essere chiarite, probabilmente frutto di questa assurda fretta, e c’è un approccio alla politica che non tiene di conto di prospettive più ampie sull’economia dello sport e del rilancio di tutta l’area, il progetto di riqualificazione del Parco della Ceschina come Parco del Mare già finanziato dalla precedente amministrazione che non si sa che fine abbia fatto, poca chiarezza sulla volontà o meno di portare avanti il progetto dello Wavepark, una difficoltà di programmare progetti di lungo respiro e una grande approssimazione su tutto il resto”.

La Lega intanto, tramite Costanza Vaccaro, capogruppo in consiglio, e Vito Borrelli, responsabile per il territorio, sostiene che sui lavori per “rifunzionalizzare” il Federico Caprilli ci sono troppi punti oscuri. E annuncia che presenterà un’interrogazione in consiglio comunale e una richiesta di chiarimenti al segretario generale. Con la premessa che non c’è alcun preconcetto alla riapertura dell’ippodromo, che anzi la Lega vuole.

Semmai – si legge su Il Tirreno – una decisa critica “alla corsa fatta da Salvetti” e alla scelta di destinare 2,3 milioni quando “sulla Terrazza Mascagni e via Grande siamo ancora fermi da anni”. La sostanza delle accuse leghiste è questa: come ha fatto questa giunta in neppure due mesi a predisporre il progetto, fare il bando, appaltare l’intervento, eseguire il collaudo se – come dice il sindaco – l’ippodromo è pronto per aprire alle corse?

I leghisti parlano parlano di lavori massicci, per oltre due milioni, che solitamente necessitano di tempi anche di alcuni anni, straordinariamente pronti in due mesi. Hanno spulciato delibere e documenti degli uffici, dicono, ed hanno notato “incongruenze” e atti “che potrebbero essere viziati” e di cui chiedono spiegazioni.