Negli ultimi due mesi, la gestione dell’emergenza sanitaria legata all’epidemia di Covid-19 ha portato a provvedimenti governativi che hanno comportato la progressiva chiusura, e una parziale riapertura negli ultimi giorni, di alcune attività produttive.

L’ISTAT si propone un approfondimento aggiornato al 12 maggio che consente di valutare, ad un livello estremamente dettagliato , il posizionamento e il contributo dei settori all’interno del sistema produttivo italiano, tenendo in considerazione il loro status in termini di prosecuzione o sospensione delle attività, così come definito nei provvedimenti normativi succedutisi.

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“All’interno del terziario le sospensioni amministrative agiscono in maniera differenziata, con alcuni casi in cui il blocco è ancora rilevante. Nel settore commerciale risultano sottoposte a sospensione circa il 25% delle imprese, con un peso (sulla base dei dati 2017) del 21% in termini di addetti e dell’8% in termini di fatturato. Il settore delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento è ancora sospeso nella sua interezza ”, scrive l’ISTAT.

Il settore delle scommesse, gestione di slot, sale giochi , sale da gioco tipo bingo, è fermo da oltre due mesi.

Secondo l’ISTAT si parla di 10.785 aziende, per un totale di 45.802 addetti, 33.073 dipendenti e 12.729 indipendenti

Il 26,7 % risulta impiegato nelle aziende del Nord-Ovest, il 17,3 nel Nord -Est, il 23,5% nel Sud. Il 57,2 % degli addetti è di sesso maschile.

Il 31% degli addetti ha una età compresa tra i 30 e i 40 anni, il 26,4% ha meno di 30 anni. E’ pari a 15.480 il valore fatturato, mentre il margine operativo lordo è di 1.985.

In termini di valore aggiunto questo settore ha una rilevanza estesa, Alto il grado di attivazione della occupazione, mentre è ritenuto medio-basso il grado di rilevanza sistemica media delle imprese del settore.

L’indice di rilevanza sistemica (IRIS) è costruito per ogni impresa, a partire da due componenti: la dimensione economica, che sintetizza variabili come addetti, fatturato, età e intensità di capitale, e la dimensione relazionale, che sintetizza variabili riconducibili alla connettività e alla capacità di attivazione. Per quanto concerne la dimensione relazionale, l’indicatore misura il contributo della singola impresa alla capacità di attivazione e connettività del settore. Essa tiene in considerazione sia le relazioni outward sia quelle inward, che sono ottenute utilizzando i coefficienti di attivazione definiti nelle tavole input-output, pesate sulla base del fatturati  e dei costi delle imprese.

Nel contesto dell’analisi dell’ISTAT, le diverse categorie di rilevanza sistemica sono costruite, per ogni attività economica, attraverso la media dei valori di IRIS per impresa.