Il regolamento comunale contro la ludopatia a Venezia è troppo severo e AsTro ha scritto una lettera al sindaco Luigi Brugnaro, alla Regione e alle altre autorità competenti per chiedere di allargare le maglie, soprattutto riguardo gli orari imposti sugli apparecchi da gioco.

Il Comune ha risposto subito, per bocca dell’assessore alle Politiche Sociali Simone Venturini, che non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi e che, anzi, potrà decidere di stringere ulteriormente gli orari di apertura: «Avevamo una situazione disastrosa in città, e con il Regolamento del 2016 siamo riusciti se non altro a bloccare l’apertura di nuove sale slot o locali con Vlt. Ormai eravamo arrivati al punto che quasi ogni giorno apriva un nuovo punto gioco, e i dati che avevamo raccolto sulle dipendenze da gioco erano spaventosi, persone, soprattutto anziane, che si mangiavano la pensione davanti a quelle macchinette».

La Legge regionale 38 del 10 settembre scorso sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico – si legge su ilgazzettino.it – impone in tutto il territorio il rispetto di tre fasce giornaliere di interruzione del gioco: dalle 7 alle 9, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20. Il Regolamento comunale, invece, stabilisce che le sale slot e gli altri locali dove ci sono apparecchi da gioco possano tenere accese le macchine dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19:30. Una bella differenza.

«E siccome la leggere regionale stabilisce che i comuni possono aggiungere alle fasce di interruzione anche ulteriori orari di chiusura non è detto che non decidiamo di allargare i periodi di chiusura anche durante il giorno – commenta l’assessore Venturini -. I nostri tecnici stanno facendo una valutazione della normativa per capire come coordinarla al meglio col nostro Regolamento. Politicamente invece continueremo sulla nostra strada, indicata dal sindaco Brugnaro e dalla Giunta, della lotta alla ludopatia e dell’aiuto alle persone più in difficoltà».

Nessuna marcia indietro, dunque, dal Comune di Venezia, che tra l’altro ha visto il suo Regolamento preso ad esempio dalla Prefettura e adottato da altri Comuni del territorio.
Astro richiama la circolare del 6 novembre 2019 con la quale il ministero dell’Interno invita a uniformare la normativa locale alla disciplina contenuta nell’intesa Stato-Regioni e lamenta «la delicatissima situazione che sta compromettendo la tenuta del settore, soprattutto con riguardo al piano occupazionale» e paventa «il prevedibile spostamento dell’offerta di gioco verso l’illegalità».

L’assessore alle Politiche Sociali risponde che «la difesa delle persone in grave difficoltà a causa della malattia da gioco è prioritaria per cui noi continueremo sulla nostra strada, che si dimostra corretta anche perché tutti i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato di singole aziende ci hanno visto vincenti».

Se le aziende del settore dei giochi chiedono al Comune di allargare le maglie, c’è un’altra categoria che invece si sente pesantemente penalizzata dalla nuova normativa regionale: si tratta dei tabaccai, perché gli orari di interruzione del gioco stabiliti dalla legge 38 favoriscono le sale slot e i bar con slot machine che tengono aperto fino a notte inoltrata, mentre i tabaccai chiudono prima delle otto di sera proprio quando scade il divieto di gioco della fascia 18-20.