“Il crinale è molto delicato”. Il capogabinetto del Prefetto Giuseppe Dinardo commenta l’ordinanza anti-slot firmata nei mesi scorsi dai comuni di San Benedetto, Grottammare e Cupra (AP) che però entrerebbe in contrasto con la determina ministeriale che fa riferimento ad un accordo Stato-Regioni.

Il documento dei sindaci fissa il funzionamento degli apparecchi a partire dalle 14 per arrivare all’una di notte, mentre l’altra comunicazione non consentirebbe una chiusura superiore alle sei ore. “Il sindaco ha i poteri, ma la libera iniziativa economica non può essere compressa in limiti troppo angusti”, insiste Dinardo.

Ad oggi la sanzione per chi trasgredisce parte dai 2 mila euro e può toccare un massimo di 12 mila. In caso di reiterazione è prevista anche la chiusura del locale.

In passato l’amministrazione di Anzio firmò un provvedimento simile, con il Tar che le diede torto. “Non è l’unico caso, ce ne sono tanti. Io spero vada bene, ma è la parte finale di un iceberg. Non è con un’ordinanza che si risolvono i problemi”.

Sull’argomento – si legge su lanuovariviera.it – dice la sua anche Pasqualino Piunti, presente assieme a Dinardo alla conferenza stampa sulla ‘Giornata Nazionale per il contrasto del gioco d’azzardo’. Il primo cittadino di San Benedetto del Tronto rivendica il proprio operato, sperando tuttavia in un supporto esterno: “Il nostro provvedimento è legittimo, per limitare una patologia in espansione le amministrazioni locali devono fare qualcosa. Chiediamo un parere per non ritrovarci a dover lottare contro i mulini a vento. Non è mia intenzione prendere in giro i cittadini”.

A San Benedetto sono presenti 120 esercizi abilitati alle sale slot e si contano circa 200 apparecchi. Per combattere la patologia, la cooperativa Ama Aquilone ha sviluppato un’attività di consulenza, ascolto, cura e riabilitazione in collaborazione con gli ambiti territoriali sociali della provincia. Attualmente sono quattro gli sportelli di consulenza gratuita per i giocatori patologici e i loro familiari (San Benedetto, Ascoli, Comunanza e Spinetoli). Solo nel 2019 sono stati presi in carico 28 pazienti.