Limiti agli orari di apertura e funzionamento per sale e punti gioco, parificati in tutto il Veneto: l’amministrazione regionale ha disposto che nelle fasce orarie comprese tra 7-9, 13 -15, 18 – 20, le sale gioco sospendere l’attività di slot machine e videolottery posizionate in bar e pubblici esercizi.

“Siamo orgogliosi, come asssociazione della Marca Trevigiana, di aver contribuito a questo risultato attraverso l’importante lavoro di sensibilizzazione e di regolamentazione fatto in questi anni”, il commento di Mariarosa Barazza, presidente dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana.

L’associazione dei Comuni, tramite il gruppo di lavoro tematico coordinato dall’avvocato Gigliola Osti, si batte da anni per limitare i danni del gioco d’azzardo patologico fornendo ai Comuni della Marca Trevigiana schemi di regolamento, di delibera e di ordinanza per regolamentare l’attività delle sale giochi e affini, a cui molte amministrazioni trevigiane hanno aderito. “Le fasce orarie di obbligo di chiusura decise dalla Regione, (7-9, 13-15 e 18-20), sono ottime perché tutelano le fasce più deboli della popolazione – afferma Gigliola Osti -. La Regione ci ha inoltre confermato che un comune che abbia adottato un regolamento più restrittivo in termini di chiusure lo potrà mantenere su purché naturalmente coerente e motivato e comunque comprensivo delle fasce di chiusura stabilite ora dalla Regione”.

A commentare la notizia anche Paola Roma, presidente del Comitato dei Sindaci dell’ex Ulss 9, presente in Regione al tavolo istituzionale, in rappresentanza anche delle colleghe presidenti dei Comitati ex Ulss 7 Lisa Tommasella ed ex Ulss 8 Annalisa Rampin , da cui è uscita la proposta recepita ieri dalla giunta regionale. «È un provvedimento importante realizzato dalla Regione Veneto, che va nella direzione di rendere omogenei gli orari obbligatori di chiusura in tutta la regione, a tutela soprattutto dei soggetti vulnerabili come i giovani, o i soggetti di età avanzata, specie se accompagnati da una situazione di solitudine e disagio sociale, ma la dipendenza da gioco può interessare anche persone che non presentano apprezzabili e rilevanti elementi di vulnerabilità – dichiara Paola Roma -. Ringrazio l’Associazione Comuni, che abbiamo voluto presente al Tavolo regionale per il contributo giuridico profuso per la provincia di Treviso, supportato dall’importanza dei dati forniti dall’Azienda Ulss2 in particolare dal Dipartimento per le Dipendenze con gli attuali tre Ambulatori presenti nel territorio (Treviso-Oderzo, Pieve di Soligo-Conegliano, Castelfranco Veneto), diretto dalla dr.ssa Michela Frezza, che ha delineato tipologie dei pazienti, dati tecnici storicizzati e condizioni di salute dei giocatori d’azzardo a supporto del Tavolo tecnico regionale».