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(Jamma) – “Non stiamo chiedendo a questo consiglio nulla di diverso da quello che la conferenza dei governatori delle regioni ha chiesto al governo del nostro paese circa un provvedimento nazionale contro le ludopatie. Noi stiamo chiedendo un anno di proroga per una legge le cui finalità non possono non essere condivise, ma il cui articolato di legge è stato fatto in modo sbagliato”.

E’ quanto dichiarato dal governatore della Liguria Giovanni Toti durante il suo intervento al consiglio regionale della Liguria nel corso della discussione sul disegno di legge 127 (Soppressione del Comitato Tecnico Regionale per il Territorio e disposizioni normative di adeguamento), dove è inserito anche l’emendamento con il quale si intende prorogare la scadenza prevista per l’entrata in vigore della legge regionale sul gioco d’azzardo. Alla fine di un intenso dibattito il Consiglio della Liguria ha rinviato il voto ai prossimi giorni.

“Quella legge va ritoccata, avremmo voluto seguire un altro percorso, ma il dibattito di oggi mi conferma che non sarebbe stato possibile farlo, né nelle commissioni, né in aula. E’ vero, si poteva fare qualcosa in questi 5 anni, mettere in campo incentivi, andare incontro a quel mondo che cerca di riqualificare la propria offerta. Resta il fatto che la proroga ci sarà entro questa settimana, ci sono troppi interessi in ballo, troppi lavoratori che hanno già la lettera di licenziamento in mano, troppe imprese che hanno bisogno di certezze. Noi oggi la certezza che questa legge il primo maggio non entrerà in vigore dobbiamo dargliela. Da domani mattina cominciamo a ragionare di come si possa fare un percorso che affronti il problema delle ludopatie nel modo giusto. Si proseguirà con le sedute di Consiglio per approvare questa norma entro sabato. Tra un anno non sarà tutto uguale. Un mondo che ha già una situazione difficile ha il diritto di sapere quale sarà il proprio futuro. Non credo che in un anno non si possa fare nulla, se così fosse dovremmo dichiarare la nostra incapacità di agire e di fare leggi che funzionino”.

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