liguria
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(Jamma) – Prosegue la polemica sulla nuova proroga alla legge sul gioco d’azzardo in Liguria. Si tratta di una proroga della proroga, che arriverà in aula nella seduta del 26 aprile, appena 4 giorni prima della data limite entro cui bisognava approvare la nuova legge in materia per evitare che entrasse in vigore la vecchia legge votata nel 2012 ma mai applicata.

Questa dava agli esercenti 5 anni di tempo per adattarsi e imponeva la chiusura di tutte le sale slot che non rispettano le distanze minime di 300 metri dai luoghi sensibili come scuole e ospedali, ma come detto non è mai entrata in vigore a causa di una prima proroga. Ora il nuovo slittamento fino all’approvazione della nuova legge regionale che una volta entrata in vigore abrogherà quella del 2012, facendo cadere l’obbligo di chiusura di tutte le sale slot che non rispettano la distanza di 300 metri dai luoghi sensibili; aumentano invece le distanze dai luoghi sensibili previste per le nuove licenze, da 300 a 500 metri. La sanzione da 1.000 a 5.000 euro della vecchia legge, in caso di violazioni come quelle relative alle distanze, non è più prevista. C’è solo quella che va da 100 a 300 euro per chi fa un uso non corretto del logo «no slot» previsto dalla Regione, ad esempio quei i bar o tabaccherie con macchinette che però espongono il logo «no slot».

«E’ una cosa ridicola – dice Matteo Mantero, parlamentare dei 5Stelle –. Se il Comune scopre che una sala slot non rispetta le distanze non può fare una sanzione? Mettere un divieto senza sanzioni è assurdo. La ludopatia è un problema grave che questa giunta regionale non considera». Nelle prossime settimane Mantero si è detto pronto ad incontrare alcuni sindaci del savonese che aveva sollecitato ad adottare misure di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo e presenterà un disegno di legge che assegna maggiori poteri ai sindaci sugli orari delle sale slot.

«La legge nuova non è una legge chiusa– replica l’assessore regionale Edoardo Rixi – ma che verrà discussa nelle commissioni dove le opposizioni potranno fare le loro proposte ed emendamenti. Mi sembra strano che dopo due anni in Regione, con stipendi da 8mila euro al mese, i 5Stelle non abbiano ancora capito gli iter legislativi».

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