Resta rinviata “sine die” l’entrata in vigore in Liguria della legge regionale di contrasto al gioco d’azzardo, voluta nel 2012 dal centrosinistra, che stabilisce che non possano esserci sale slot ed esercizi commerciali con videolottery a meno di 300 metri da luoghi sensibili come scuole, chiese e spazi di aggregazione per giovani.

La legge, che era stata approvata all’unanimità, dava cinque anni di tempo agli esercenti per adeguarsi, ma nel 2017 la giunta di centrodestra aveva concesso un altro anno, salvo poi rinviare ulteriormente nel 2018 finché non fosse stato approvato il nuovo testo unico regionale sulla disciplina del gioco d’azzardo, che avrebbe abrogato la legge del centrosinistra, ma che dopo essere passato in giunta nel 2018, non ha mai iniziato l’iter in consiglio regionale, indispensabile per l’entrata in vigore.

Il Partito democratico, con un emendamento al collegato alla legge di stabilità presentato dal consigliere Enrico Ioculano, ha provato a fermare il rinvio a fine 2022, ma ha trovato il muro del governatore e della maggioranza di centrodestra.

Per il consigliere dem, Pippo Rossetti, “la giunta Toti è a favore del gioco d’azzardo: il consenso elettorale è più importante della salute dei cittadini”. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabio Tosi, aggiunge che “la ludopatia è una piaga per la società e un costo per la sanità”.

A tutti replica il governatore Giovanni Toti (nella foto): “Questa proposta è permeata da un moralismo peloso e a basso costo per andare a cercare il sostegno di qualche associazione – sostiene – sarebbe un provvedimento totalmente disomogeneo rispetto alla manovra. Certamente esiste un problema legato al gioco d’azzardo e alla ludopatia, ma anche a un importante settore commerciale del nostro territorio. Era assai peggio quando c’era il totonero agli angoli delle strade, gestito dalla camorra”.