Con la discussione generale, il Consiglio regionale del Piemonte ha avviato l’esame della legge annuale di riordino. Il provvedimento, nell’ambito dell’attività di razionalizzazione e coordinamento dell’ordinamento regionale, interviene per modificare alcune leggi regionali di settore per aggiornarle e attualizzarle. Le renderà più coerenti con il riparto delle competenze Stato – Regioni, risolvendo alcune incertezze interpretative e attuative, nonché alcune possibili situazioni di contenzioso con il governo centrale. Tra le modifiche anche quelle che riguardano l’ultima legge sul gioco d’azzardo approvata recentemente e che ha ricevuto alcuni rilievi da parte del Viminale.

Secondo l’assessore regionale alla semplificazione il provvedimento, che conta oltre 70 articoli, ha una funzione strategica importante su temi come turismo, sport, cultura, artigianato, commercio, attività estrattive, assistenza, edilizia sociale, ambiente e caccia. Risponde alla necessità di rivedere alcune leggi datate, adeguandole anche alle nuove disposizioni statali, in modo da mettere i destinatari nelle condizioni di poterle attuare correttamente. L’assessore ha anche ricordato che nel testo ci sono norme non solo tecnico-giuridiche, ma anche di taglio più politico come la disciplina per i genitori separati, un tema su cui il Piemonte – a suo dire – può ritagliarsi un ruolo di avanguardia.

Per il Pd il testo, oltre a necessarie attualizzazioni tecniche, è stato utilizzato come scorciatoia per modificare questioni di grande importanza, che andrebbero invece collocate e discusse in leggi specifiche.

Il capogruppo di Fdi, che ha valutato positivamente la legge, la considera una tappa importante nel processo di razionalizzazione della legislazione regionale, che potrebbe essere aiutata anche dall’adozione di testi unici nei diversi settori.

Per il M4o gli articoli più politici del provvedimento richiedono una chiara discussione e un confronto approfondito. L’augurio è che ci possa essere, e nel merito, in modo che porti a un miglioramento del testo.

Grande rammarico per non aver potuto approfondire in Commissione il provvedimento, dato il richiamo in aula, è stato espresso dal M5s, secondo il quale recepire la sentenza costituzionale sulla caccia in un disegno di legge su altri temi rappresenta un fallimento della politica.

Dalle minoranze sono stati annunciati numerosi emendamenti di merito. L’assessore ha espresso la volontà della giunta di arrivare a un serio confronto.