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“Innanzitutto, secondo me, è assurdo che il Presidente, nonché assessore alla sanità, non è presente. Se non c’è l’assessore alla sanità a spiegare che questa è materia sanitaria, noi siamo costretti a sentire quello che dice erroneamente il consigliere Marmo, che dice che questa è materia di pubblica sicurezza. Questa è materia di sanità, cioè materia della Regione Puglia. Se voi avete deciso di non fare più sanità, di non essere più materia concorrente, ditelo. Ma non ingannate i cittadini con queste dichiarazioni sbagliate e bugiarde. Questa è sanità. Lo dico anche a voi e ancora di più a quelli del PD e della sinistra, che dal 2013 avete diramato in tutte le regioni che, per poter far fronte a questo dramma, a questa piaga sociale, bisognava intervenire con leggi puntuali, che le Regioni potevano legiferare, ed è stato fatto. Nel 2013 vi siete vantati di questo”.

Lo ha detto in Aula il consigliere regionale M5S, Marco Galante.

“Ma anche fino al 2017, cara maggioranza di sinistra, avete detto che questa è l’unica strada, è ben chiarito nella legge n. 43: la prevenzione. Lo ribadisco, questa si chiama prevenzione. Non c’è solo la cura di chi è già malato, questa è anche prevenzione. Io devo prevenire soprattutto le fasce più deboli, i bambini, gli anziani, i pensionati, i disagiati, chi si trova in qualsiasi situazione, perché anche qui ci sono tanti studi che vedono che chi ha una certa cultura e anche un certo grado sociale più alto tende a cadere meno. Quindi, per me già è paradossale che non ci sia il Presidente, che ancora una volta è scappato davanti alla sua responsabilità di definire questa situazione come sanitaria, di sanità.

Detto questo, ci sta anche una sentenza, consigliere Marmo, della Corte costituzionale, che dice che noi siamo legittimati a legiferare in questa materia perché non è pubblica sicurezza, ma ribadisco, è sanità. Perciò, ha detto la Corte costituzionale, la legge 43 è legittima, ve lo ricordo. È paradossale perché tra l’altro in Commissione vi siete astenuti tutti. Ultimamente, poi, ho anche delle situazioni personali in corso, a livello istituzionale: ci sono un sacco di Ponzio Pilato, ci laviamo le mani, poi parlate prima di situazioni, ripeto, che vi vantate di aver affrontato nella Regione, ma non siete intervenuti in sei anni, a tutelare le migliaia di operatori e lavoratori che sono entrati nel settore. Dite che avete incontrato i gestori. Noi non ne abbiamo incontrato nessuno perché noi siamo fermi sulla nostra posizione, quindi non c’è nessuna unanimità su quello che avete concordato, non venga detta neanche questa cosa, che è falsa: noi non abbiamo fatto questo incontro.

Per me quindi fate ancora in tempo a capire quanto importante è prevenire, quanto importante è evitare di far trovare sulla strada dei propri figli una sala giochi che permette di poter vedere e cominciare a prepararsi a diventare azzardopatico, a diventare malato di azzardopatia. Chi oggi è azzardopatico lo dobbiamo curare. Però, non mettete la testa sotto la sabbia. Venite fuori se avete il coraggio”.

E ancora “Innanzitutto, mi rendo conto che state ripetendo come un mantra tutte le varie posizioni, fino ad arrivare alle entrate dello Stato, al telefonino, a cose che ormai sento effettivamente anch’io da tantissimi anni, che cercano di sviare dal punto principale.

Nel 2013 la maggior parte delle Regioni in Italia sono intervenute perché si era arrivati a una situazione drammatica. Si è intervenuti, ve lo ricordo, perché a livello sanitario si era capito che questa era diventata una situazione che bisognava contrastare in tutti i modi possibili. È stato inserito nei LEA, ed è quindi stato anche riconosciuto come sovvenzionabile dal Sistema sanitario nazionale.

Ora, non mi preoccupa tanto il centrodestra, perché è sempre stato molto aperto a liberalizzare tutto, anzi, mi sembra quasi assurdo che Damascelli dica di non essere antiproibizionisti. Neanche noi siamo antiproibizionisti – penso si riferisse a noi. Noi stiamo parlando di prevenzione. Si continua a fare questo errore. Forse anche un nostro collega sta commettendo questo errore cercando di convincere i lavoratori che, fosse per lui, si liberalizzerebbe tutto.

Io sono sicuramente consapevole, noi siamo tutti consapevoli che bisogna affrontare il tema dei dipendenti questo settore. Nessuno si può voltare dall’altra parte e dire “avete sbagliato lavoro”. Naturalmente, come tutte le cose, non possiamo rischiare ogni volta di mettere sulla bilancia lavoro e salute e cercare, poi, di trovare un compromesso. Bisogna intervenire verso tutti e due i princìpi garantiti dalla Costituzione.

Ripeto, non mi stupisce il centrodestra, però vorrei ricordare una cosa al centrodestra. Vi ricordo che la nostra Costituzione dice che ogni cittadino può liberamente svolgere la sua attività. Vi ricordo anche che, dall’altra parte, la Costituzione dice che però noi dobbiamo tutelare la famiglia. Queste grandissime piaghe sono all’interno delle famiglie, dove si separano le persone, dove hanno un cattivo esempio i ragazzi. Quindi, dice, da una parte va bene, sei libero di fare quello che vuoi, ma dall’altra, dice, mi raccomando, tutela famiglia, scuola e lavoro sotto il punto di vista della dignità. Vogliamo liberalizzare la prostituzione, la cannabis, tutto, però non credo che noi o voi andreste mai a mettere una casa d’appuntamento davanti a una chiesa, davanti a un centro di aggregazione giovanile. Non credo che voi andreste a creare queste situazioni.

Tutti noi potremmo anche non essere antiproibizionisti. Come del resto non avete ancora compreso cosa significa la distanza dai luoghi sensibili. Voi parlate solo dei 500 metri. Avete capito da cosa stiamo allontanando queste sale giochi? Da quali luoghi sensibili le stiamo allontanando? Al centrosinistra dico: avete tirato fuori la testa da sotto la sabbia, effettivamente. Abbiamo capito che posizione state assumendo. È chiaro.

Il problema di aver accolto e ascoltato queste evidenze scientifiche in Commissione sanità, dove forse eravamo due-tre consiglieri, ma anche all’approvazione di queste modifiche eravamo tre contro due… L’astensione a me ha preoccupato in Commissione. Anche lì, ci sono state l’associazione antiusura e l’associazione “Mettiamoci in gioco”, che non erano assolutamente del parere del Procuratore di Brindisi, se ricordo bene, che aveva fatto uno studio dell’Eurispes. Bisogna, anche lì, valutare i metodi scientifici utilizzati e tutto quello che riguarda la metodologia della ricerca. Non capisco perché continuate a sviare da una situazione che voi stessi avete messo in piedi. Voi stessi avreste dovuto creare tutti i presupposti, insieme a tutti noi, per salvaguardare i posti di lavoro e non arrivare oggi a creare legittimamente per i lavoratori il reclamo che loro hanno un lavoro e che, domani mattina, si troveranno senza lavoro. Noi non stiamo parlando di lavoro, stiamo parlando di salute e prevenzione, che a quanto pare anche i medici – mi dispiace dirlo – forse non si ricordano più a che cosa serve”.

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