“Il Consiglio regionale, approvando le modifiche alla Legge regionale 43 del 2013, ha salvato tutte le aziende che già operano e di conseguenza tutti lavoratori”. Lo osserva con soddisfazione il Segretario generale della Fisascat Cisl, Antonio Arcadio, ricordando che le modifiche e il nuovo distanziometro, ora sceso a 250 metri, riguarderà soltanto le nuove aperture.

“Ribadiamo – precisa – che per noi il distanziometro non cura la ludopatia, perché servono politiche attive sanitarie e culturali diverse con interventi di prevenzione nelle scuole, ma prendiamo atto positivamente che oggi il consiglio regionale ha scongiurato il dramma occupazionale nel settore gioco legale”.

Arcadio sottolinea che i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), aggiornati a settembre 2018 certificano che in Puglia ci sono 1.016 punti vendita autorizzati dall’ADM a raccogliere gioco (scommesse ippiche, sportive e virtuali) e ad ospitare apparecchi da intrattenimento e divertimento (AWP e VLT) sono presenti in 187 comuni: 38 in provincia di Bari, 20 in provincia di Brindisi, 10 nella provincia Barletta Andria Trani, 29 in provincia di Foggia, 69 in provincia di Lecce e 21 in provincia di Taranto.

Più nel dettaglio si tratta di 310 Negozi (punti vendita con attività prevalente accettazione scommesse), 261 Punti di Raccolta (ex Centri Trasmissione Dati – CTD, sanati), 442 Corner (“Punti Gioco”, punti vendita con attività accessoria accettazione scommesse) e 3 Ippodromi.

Un numero di lavoratori stimabile in poco più di 2.800 posti di lavoro ai quali aggiungere gli addetti alle sale bingo, i punti di concorsi a pronostico, i punti vendite a scommesse e per le lotterie. In totale quasi 13 mila lavoratori direttamente impegnati in attività di gioco legali sotto rigidi controlli. A questi vanno aggiunti i settori dell’indotto: imprese di pulizia, tecnici impiantistica, tecnici della manutenzione tecnologica, cancelleria, consulenti fiscali, del lavoro e legali.

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