«Sono un imprenditore prestato alla politica, quindi capisco perfettamente le difficoltà che stanno vivendo gli operatori piemontesi per gli effetti della legge regionale sul gioco. Una legge che io probabilmente non avrei votato neanche nel 2016 e che a maggior ragione è assurdo sostenere oggi, dopo tutti i danni che ha fatto». Lo ha detto Claudio Leone, consigliere della Lega nell’assemblea regionale del Piemonte e primo firmatario di una proposta di legge che intende modificare la normativa piemontese sul gioco patologico.

L’iniziativa di Leone è puntata contro la parte più calda del testo attualmente in vigore, cioè l’applicazione del distanziometro a tutti gli esercizi pubblici e alle sale giochi della regione. Un provvedimento che ha messo in crisi molti operatori che dagli apparecchi di gioco traevano buona parte delle proprie entrate.

La proposta di modifica ha il largo consenso della maggioranza di centro destra: «Per questo sappiamo che andrà in porto – dice Leone – il problema sta nei tempi. Si tratta di una legge divisiva, quindi è prevedibile che l’opposizione darà battaglia con emendamenti a pioggia. Ma in questa situazione il fattore tempo è importante, perché le imprese del settore hanno assolutamente bisogno di risposte rapide. Per questo spero che la Giunta quando sarà il momento userà un cavillo a sua disposizione, quello del contingentamento. Così si potrebbero stringere i tempi, a beneficio di lavoratori e imprese».