Il Senato ha pubblicato la Nota di lettura della legge di Bilancio 2020. Per quanto riguarda l’articolo 92, relativo alla Concessione per il gioco mediante apparecchi da intrattenimento, si rileva che il pericolo di una sovrastima delle entrate si annida anche sulle nuove gare sui giochi. Sul mercato dei giochi non convince infatti la scelta del Governo di non aver considerato nella quantificazione delle nuove entrate dalle gare per Slot e Vlt, possibili contenziosi sulla procedura di gara. In sostanza si potrebbero registrare ritardi negli incassi attesi “che concorrono in modo non trascurabile alla copertura degli oneri della manovra per gli anni 2021 e 2022”.

La proposta normativa in commento prevede che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli – con gara da indire entro il 31 dicembre 2020, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria – attribuisca le seguenti concessioni:

  1. 250.000 diritti per apparecchi AWP (di cui all’art. 110, comma 6, lettera a) del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) , con una base d’asta non inferiore ad euro 1.400 e che consentono il gioco da ambiente remoto;
  2. 58.000 diritti per apparecchi VLT (di cui all’art. 110, comma 6, lettera b), con base d’asta non inferiore ad euro 15.500 per ogni diritto, con una offerta minima di 2.500 diritti;
  3. 35.000 diritti per l’esercizio di punti vendita presso bar e tabacchi in cui poter collocare gli apparecchi AWP che consentono il gioco solo da ambiente remoto, con base d’asta non inferiore ad 11.000 euro per ogni punto vendita, con una offerta minima di 100 diritti;
  4. 2.800 diritti per l’esercizio di sale in cui è possibile collegare gli apparecchi VLT che consentono il gioco solo da ambiente remoto, con una base d’asta non inferiore a 30.000 euro per ogni punto vendita con un’offerta minima di 100 diritti;
  5. 50 diritti per poter offrire il gioco a distanza, con base d’asta non inferiore ad euro 2.000.000 per ogni diritto.

Gli apparecchi AWP e VLT sono collegati alla rete per la gestione telematica del gioco lecito da collocare nei punti vendita indicati nonché nelle sale scommesse e nelle sale bingo.

Le concessioni hanno durata di 9 anni, non rinnovabile. In caso di aggiudicazione le somme devono essere versate in due rate: la prima pari al cinquanta per cento della base d’asta entro trenta giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione della concessione, e la differenza tra l’offerta presentata ed il versamento effettuato entro 30 giorni dalla sottoscrizione della convenzione di concessione.

Alle gare possono partecipare i soggetti che già esercitano attività di raccolta di gioco in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, avendovi la sede legale ovvero operativa, sulla base di valido ed efficace titolo abilitativo, dimostrata qualificazione morale, tecnica ed economica.

Al fine di assicurare lo svolgimento delle gare e la collocazione dei punti vendita di gioco si fa rinvio ad un DM del Ministro dell’economia e delle finanze(164) per fissare regole uniformi per tutto il territorio nazionale in ordine alla distribuzione dei punti vendita.

Come chiarito dalla relazione illustrativa, la gestione di tali concessioni è attualmente affidata a 11 soggetti fino alla scadenza della convenzione che avrà luogo nel marzo 2022. La disposizione in esame rivede l’oggetto e il modello del rapporto concessorio per la specifica tipologia del gioco. L’attuale concessione infatti, riguarda la “gestione della rete telematica” cui tutti gli apparecchi da gioco devono essere collegati, mentre nessun rapporto diretto ha l’Agenzia per quanto riguarda la gestione degli apparecchi e i locali in cui essi sono installati; attività questa svolta autonomamente dai concessionari che vi rispondono direttamente nei confronti dell’Agenzia. Il nuovo modello concessorio – sempre secondo la relazione illustrativa – avrebbe il pregio di:

  1. ridefinire la rete distributiva dell’offerta di questa tipologia di gioco, prevedendo un numero massimo di punti di raccolta del gioco mediante apparecchi, oltre al numero massimo di macchine;
  2. razionalizzare il mercato nel suo complesso, diminuendo il numero complessivo degli operatori (che diventano, peraltro, tutti “concessionari”), che assumerebbero dimensioni medio/grandi, con semplificazione e maggiori efficacia dei controlli e una migliore compliance.

La RT, dal punto di vista della quantificazione degli introiti, prevede:

  1. 250.000 diritti per la gestione degli apparecchi da gioco di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) con una base d’asta di 1.400 euro per ogni diritto, da cui consegue un valore totale a titolo di una tantum non inferiore a 350 milioni di euro;
  2. 58.000 diritti per la gestione degli apparecchi da gioco di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), con base d’asta di 15.500 euro per ogni diritto, da cui consegue un valore totale a titolo di una tantum non inferiore a 899 milioni di euro;
  3. 35.000 diritti per l’esercizio dei punti vendita in cui è possibile installare apparecchi da gioco di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), con base d’asta di 11.000 euro per ogni diritto, da cui consegue un valore totale di 385 milioni di euro;
  4. 2.800 diritti per l’esercizio dei punti vendita in cui è possibile installare apparecchi da gioco di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), con base d’asta di 30.000 euro per ogni diritto, da cui consegue un valore totale di 84 milioni di euro.
  5. Stante la prossima scadenza delle concessioni di gioco on line, la norma prevede altresì la messa a gara di 50 concessioni per l’offerta del gioco a distanza, con base d’asta di 2.000.000 di euro per ogni diritto, con conseguente introito complessivo a titolo di una tantum di almeno 100 milioni di euro.
  6. La disposizione prevede inoltre che la una tantum venga versata in due rate: la prima, pari al cinquanta per cento della base d’asta, entro 30 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione della concessione e la differenza tra l’offerta presentata ed il versamento effettuato entro 30 giorni dalla sottoscrizione della convenzione di concessione. Tali pagamenti avranno verosimilmente luogo rispettivamente nel corso del 2021 e del 2022.

In termini di cassa l’entrata erariale è così quantificabile:

2021 2022
909 milioni di euro 909 milioni di euro

In termini di competenza, tali cifre vanno ripartite per la durata novennale delle concessioni a partire dalla data della loro decorrenza, fissata nel 2022 per gli apparecchi e nel 2023 per le concessioni on line.

Al riguardo, si riscontrano positivamente i conteggi effettuati sulla cui base la RT giunge a stimare un gettito complessivo di 1.818 milioni di euro, suddiviso in due quote in ragione delle modalità di pagamento che si ipotizza possano interessare due esercizi finanziari (2021 e 2022) sulla base di una ragionevole previsione sui tempi di pagamento.

Tuttavia, si rileva che l’avvenuta contabilizzazione ex ante nei saldi di finanza pubblica di tali incassi non considera l’impatto finanziario che potrebbe derivare da eventuali contenziosi in ordine alla regolarità delle procedure di gara; la qual cosa potrebbe avere riflessi in ordine ai tempi di acquisizione degli incassi attesi rispetto a quanto ipotizzato nella RT.