Di seguito gli emendamenti alla legge di bilancio ripresentati in Aulla alla Camera riguardanti il settore dei giochi. Le proposte di modifica erano state già escluse in Commissione Bilancio e data la questione di fiducia posta dal governo sono inevitabilmente decadute, non verranno quindi prese in considerazione.

ART. 194.

Sostituire l’articolo 194 con il seguente:

Art. 194.
(Soppressione lotteria dei corrispettivi e cashback)

  1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, il comma 540è soppresso.
2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, lettera a) del presente articolo, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa a di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
1.2161. (ex 194.3.) Trancassini, Lucaselli, Rampelli, Delmastro Delle Vedove, Zucconi.

Al comma 1, lettera a), sostituire il numero 1), con il seguente:

1) al primo periodo, sostituire le parole: «1° gennaio 2021» con le seguenti: «1° luglio 2023».

Conseguentemente, dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

2-bis. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, lettera a) del presente articolo, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa a di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
1.2162. (ex 194.2.) Zucconi, Caiata, Trancassini, Lucaselli, Rampelli.

Al comma 1, lettera a), sostituire il numero 1), con il seguente:

1) al primo periodo, le parole: «1° gennaio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2021».
*1.2163. (ex 194.12.) Porchietto, Squeri, Mandelli, D’Attis, Occhiuto, Cannizzaro, Pella, Prestigiacomo, Paolo Russo.

Al comma 1, lettera a), sostituire il numero 1), con il seguente:

1) al primo periodo, le parole: «1° gennaio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2021».
*1.2164. (ex 194.10.) D’Attis, Mandelli.

Al comma 1, lettera a), sostituire il numero 1), con il seguente:

1) al primo periodo, le parole: «1° gennaio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2021».
*1.2165. (ex 194.11.) Zucconi, Caiata, Trancassini, Lucaselli, Rampelli.

Al comma 1, lettera a), sostituire il numero 1), con il seguente:

1) al primo periodo, le parole: «1° gennaio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2021».
*1.2166. (ex 194.8.) Gelmini, Mandelli, Squeri, Occhiuto, Prestigiacomo, Cannizzaro, D’Attis, Pella, Paolo Russo.

Dopo l’articolo 194, aggiungere il seguente:

Art. 194-bis.
(Interventi di ristoro per le sale bingo)

  1. All’articolo 69, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, dopo le parole: «sospensione dell’attività» sono aggiunte le seguenti: «per ciascun mese o frazione di mese fino alla scadenza del termine di cui all’articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e sue successive eventuali proroghe».
2. Dal 1° gennaio 2021 il prelievo erariale ed il compenso per il controllore centralizzato del gioco del bingo sono fissati nella misura rispettivamente del 8 per cento e dell’1 per cento del prezzo di vendita delle cartelle ed il montepremi è conseguentemente stabilito in almeno il 73 per cento del prezzo della totalità delle cartelle vendute in ciascuna partita. Il concessionario versa il prelievo erariale e il compenso in maniera differita entro novanta giorni dal ritiro delle stesse e, comunque, entro il 15 dicembre di ciascun anno per il periodo relativo all’ultimo bimestre. L’importo costituente prelievo erariale deve essere coperto da idonea cauzione e su di esso sono dovuti interessi legali, calcolati dal giorno del ritiro fino a quello dell’effettivo versamento.

Conseguentemente, all’articolo 209, sostituire le parole: «800 milioni» con le seguenti: «500 milioni» e le parole: «500 milioni» con le seguenti: «200 milioni».
1.2167. (ex 194.026.) D’Attis, Mandelli, Squeri, Porchietto, Occhiuto, Cannizzaro, Pella, Prestigiacomo, Paolo Russo.

Dopo l’articolo 194, aggiungere il seguente:

Art. 194-bis.
(Interventi in materia di scommesse sportive)

  1. I termini di riversamento da parte dei concessionari all’erario ed all’Agenzia dogane e Monopoli di quanto dovuto per l’attività di raccolta delle scommesse sulla rete fisica in scadenza il 30 novembre 2020 sono prorogati al 31 marzo 2021. Le somme dovute sono versate con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria a quella prorogata.
2. All’onore derivante dal precedente comma, valutato in 100 milioni per il 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come rifinanziato dall’articolo 34 comma 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137.
1.2168. (ex 194.016.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo l’articolo 194, aggiungere il seguente:

Art. 194-bis.
(Interventi in materia di aliquote di prelievo sugli apparecchi da intrattenimento)

  1. A decorrere dal 1° gennaio 2021, il diritto sulla parte della vincita previsto dall’articolo 6, comma 1, del decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2011, richiamato nell’articolo 10, comma 9, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, è fissato al 12 per cento delle vincite eccedenti i 500 euro. All’articolo 1, comma 731, della legge 19 dicembre 2019, n. 157, le parole: «e nel 24,00 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2021» e le parole: «e nell’8,60 per cento, a decorrere dal 1° gennaio 2021» sono soppresse.

Conseguentemente all’articolo 209 sostituire le parole: «800 milioni» con le seguenti: «400 milioni» e le parole: «500 milioni» con le seguenti: «100 milioni».
1.2169. (ex 194.025.) Mandelli, Porchietto, Squeri.

Art. 194-bis.
(Prelievo delle scommesse ippiche)

  1. Al fine di uniformare la tassazione nel settore delle scommesse ippiche a quelle sportive e di sostenere la filiera ippica colpita dall’emergenza pandemica COVID-19, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, in coerenza con l’articolo 15, comma 3, lettera a), della legge 28 luglio 2016, n. 154, il prelievo per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonché per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti complementari di cui al comma 1053 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, applicato sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, nel caso in cui nei precedenti 12 mesi solari la raccolta di dette scommesse, rilevata bimestralmente, raggiunga 300 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete «fisica» al 34 per cento e per il «gioco a distanza» al 38 per cento, nel caso in cui nello stesso periodo di misurazione la raccolta di dette scommesse raggiunga 400 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete «fisica» al 25 per cento e per il «gioco a distanza» al 29 per cento e nel caso in cui nello stesso periodo di misurazione la raccolta di dette scommesse raggiunga 500 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete «fisica» al 20 per cento e per il «gioco a distanza» al 24 per cento. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 per cento a titolo di imposta unica e per il 67 per cento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse nonché delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli.
1.2173. (ex 194.6.) Paolo Russo.

ART. 205.

  Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

2-bis. All’articolo 69, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, dopo le parole: «sospensione dell’attività» sono aggiunte le seguenti: «per ciascun mese o frazione di mese fino alla scadenza del termine di cui all’articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e sue successive eventuali proroghe».
2-ter. All’onore derivante dal comma 2-bis, valutato in 4,4 milioni per il 2020 e 1,5 milioni per il 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come rifinanziato dall’articolo 34 comma 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137.
2-quater. Al medesimo comma 2, le parole: «gennaio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «febbraio 2021».
1.2293. (ex 205.7.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

3-bis. All’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, è aggiunto il seguente periodo: «Per le stesse imprese, il medesimo credito di imposta è riconosciuto anche per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, con riferimento all’ammontare mensile dei canoni di locazione sostenuti per differenti unità produttive riconducibili ad un’unica persona giuridica, anche se avente ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione».
3-ter. Agli oneri di cui al precedente comma, valutati nel limite massimo pari a 25 milioni per l’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come rifinanziato dall’articolo 34 comma 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137.
3-quater. Al comma 3, le parole: «259,2 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «284,2 milioni».
1.2294. (ex 205.8.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3-bis. I concessionari del gioco regolato dal decreto ministeriale 31 gennaio 2000, n. 29, versano il prelievo erariale ed il compenso per il controllore centralizzato del gioco entro novanta giorni dal ritiro delle stesse e comunque entro il 15 dicembre di ciascun anno per il periodo relativo all’ultimo bimestre. L’importo costituente prelievo erariale deve essere coperto da idonea cauzione e su di esso sono dovuti interessi legali, calcolati dal giorno del ritiro fino a quello dell’effettivo versamento.
1.2295. (ex 205.20.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3-bis. Il termine previsto per la scadenza delle concessioni per la gestione della rete telematica di cui all’articolo 14 comma 4-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640 è prorogato di trentasei mesi.
1.2296. (ex 205.13.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3-bis. Per gli anni 2020 e 2021 l’aliquota del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è fissata nel 21,60 per cento delle somme giocate. Alle minori entrate, valutate in 1.500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 290, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, come incrementato dall’articolo 73, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
1.2297. (ex 205.12.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2021 le normative emanate da Regioni ed Enti Locali in materia di distanze minime dai luoghi sensibili ed orari di apertura degli esercizi di installazione degli apparecchi da gioco nonché di funzionamento degli apparecchi medesimi si intendono abrogate. In ossequio al dettato dell’Accordo siglato in sede di Conferenza Stato-Regioni in data 7 settembre 2017 gli orari di interruzione di funzionamento quotidiano degli apparecchi da gioco sono fissati come segue: dalle ore 24 alle ore 7. Le disposizioni successive all’entrata in vigore della presente legge di conversione che siano in contrasto con le disposizioni dei periodi precedenti sono nulle.
1.2298. (ex 205.15.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3-bis. Ai fini dell’iscrizione al Registro Unico degli operatori di gioco di cui all’articolo 27 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, per gli anni 2021 e 2022, non è considerato requisito la regolarità fiscale e contributiva. A tale fini non potrà essere richiesto all’atto dell’iscrizione o del rinnovo dell’iscrizione al suddetto registro alcun documento attinente alla regolarità fiscale o contributiva.
1.2299. (ex 205.16.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3-bis. All’articolo 217 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Ai fini di cui al comma 2, la raccolta delle scommesse effettuate a distanza con interazione diretta tra giocatori si intende come la sommatoria di tutte le commissioni addebitate ai giocatori, comprese le commissioni sulle vincite, al netto dell’imposta unica».
1.2300. (ex 205.18.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Aggiungere i seguenti commi

3-bis. All’articolo 1, comma 636, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sopprimere le parole da: «, e il divieto di trasferimento dei locali» fino al termine del periodo. Il trasferimento è acconsentito unicamente nella provincia o capoluogo di provincia sprovvisto di offerta.
3-ter. Il Ministro delle finanze, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, aggiorna con proprio decreto i limiti previsti dall’articolo 9 del decreto ministeriale 31 gennaio 2000, n. 29 al fine di renderli coerenti con l’attuale situazione del mercato e riconoscere adeguate economie di scala agli operatori.
1.2301. (ex 205.19.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.
(Chiusura del contenzioso con i concessionari di scommesse ippiche e sportive)

  1. Il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli definiscono in via transattiva, con i soggetti titolari di concessioni o loro aventi causa cui si riferiscono le controversie, anche di natura risarcitoria nel corso delle quali sia stata emessa una sentenza di primo grado o un lodo arbitrale depositati entro la data di entrata in vigore della presente legge, nonché di contenziosi di natura civile in essere, secondo i criteri di seguito indicati:

a) a fronte del rituale pagamento – effettuato anche mediante compensazione – delle quote di prelievo di cui all’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, dovute e ancora non versate, ai concessionari verrà riconosciuto un importo pari alla somma accertata nelle predette pronunce per la sola quota capitale;

b) le disposizioni di cui alla lettera a) si applicano anche nei confronti dei successori nella titolarità del credito di natura risarcitoria accertato giudizialmente o da pronunce arbitrali.

2. All’onere di cui al comma 1, pari a 48,5 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 290, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, come incrementato dall’articolo 73, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
1.2302. (ex 205.011.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.
(Sostegno ai flussi economico-finanziari ed all’occupazione delle sale bingo)

  1. Al fine di garantire la continuità dell’operatività delle Sale Bingo, a decorrere dal 1° gennaio 2021 il prelievo erariale ed il compenso per il controllore centralizzato del gioco del bingo sono fissati nella misura rispettivamente del 8 per cento e dell’1 per cento del prezzo di vendita delle cartelle ed il montepremi è conseguentemente stabilito in almeno il 73 per cento del prezzo della totalità delle cartelle vendute in ciascuna partita. Il concessionario versa il prelievo erariale e il compenso in maniera differita entro novanta giorni dal ritiro delle stesse e, comunque, entro il 15 dicembre di ciascun anno per il periodo relativo all’ultimo bimestre. L’importo costituente prelievo erariale deve essere coperto da idonea cauzione e su di esso sono dovuti interessi legali, calcolati dal giorno del ritiro fino a quello dell’effettivo versamento.
2. Al relativo onere, pari a 36 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021 si provvede mediante riduzione del fondo di cui al comma 542 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come incrementato dall’articolo 19, comma 1 lettera b) del decreto-legge. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157.
1.2303. (ex 205.013.) D’Attis, Mulè, Mandelli.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.
(Norme in materia di gestione delle funzioni statali sui giochi pubblici)

  1. Al fine di ottimizzarne la gestione, le funzioni statali in materia di organizzazione e gestione dei giochi numerici a quota fissa e dei giochi numerici a totalizzatore nazionale sono riordinate con uno o più decreti del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da emanare sulla base dei seguenti criteri direttivi:

a) individuazione delle misure necessarie per garantire la sostenibilità della rete di raccolta dei giochi e delle concessioni, anche in conseguenza della epidemia Covid-19;

b) individuazione delle migliori modalità di sviluppo tecnologico per evitare il rischio di obsolescenza delle apparecchiature e delle modalità di gioco.

2. Alla data di entrata in vigore dei predetti decreti, sono da ritenersi abrogate le disposizioni normative incompatibili di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 7 agosto 1990, n. 303; 16 settembre 1996, n. 560; 24 gennaio 2002, n. 33; 4 ottobre 2002, n. 240.
1.2304. (ex 205.015.) D’Attis, Mandelli, Mulè.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.

  1. A causa della straordinarietà e della imprevedibilità degli eventi scaturenti dall’attuale situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 e dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, all’articolo 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: «da indire entro il 30 giugno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «da indire entro il 30 giugno 2022», le parole: «e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2023» e al termine del comma è aggiunto il seguente periodo: «In considerazione dei mesi di chiusura della rete di vendita dovuti all’emergenza sanitaria COVID-19, il pagamento annuale della somma da versare a titolo di proroga delle concessione non è dovuto per l’anno 2021».

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione pari a 65,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, così come modificato dall’articolo 209 della presente legge.
1.2305. (ex 205.04.) Osnato, Trancassini, Lucaselli, Rampelli.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.

  1. A causa della straordinarietà e della imprevedibilità degli eventi scaturenti dall’attuale situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 e dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, all’articolo 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: «da indire entro il 30 giugno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «da indire entro il 30 giugno 2022», le parole: «e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2023» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per l’anno 2021, in considerazione dei mesi di chiusura della rete di vendita dovuti all’emergenza sanitaria in corso, il pagamento della somma da versare a titolo di proroga delle concessione è determinato in euro 3.750 per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e in euro 2.250 per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici».
2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a 32,8 milioni per l’anno 2021 e a 65,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
1.2306. (ex 205.03.) Osnato, Trancassini, Lucaselli, Rampelli.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.

  1. A causa della straordinarietà e della imprevedibilità degli eventi scaturenti dall’attuale situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 e dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, nonché al fine di consentire il progressivo allineamento temporale delle concessioni per la raccolta dei giochi pubblici, per le concessioni per la raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati, i termini per l’indizione delle procedure di selezione, previsti dall’articolo 24 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, sono prorogati al 30 giugno 2023. Le concessioni in essere, nonché la titolarità dei punti di raccolta regolarizzati ai sensi dell’articolo 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché dell’articolo 1, comma 926, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate a titolo oneroso, previo adeguamento delle medesime alla normativa vigente e presentazione di adeguata garanzia, fino al 31 dicembre 2023.
2. Gli importi da versare a titolo di proroga sono determinati in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205.
3. All’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205 è aggiunto il seguente periodo: «Per l’anno 2021, la somma da versare a titolo di proroga delle concessione è determinato in euro 3.750 per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e di euro 2.250 per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici».
4. Le modalità di versamento delle somme dovute a titolo di proroga, sulla base delle indicazioni operative definite con provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono stabilite come segue:

a) per l’anno 2021 entro il 30 giugno 2021.

b) per l’anno 2022: il 50 per cento del dovuto entro il 31 ottobre 2021 ed il restante 50 per cento entro il 30 giugno 2022.

c) per l’anno 2023: il 50 per cento del dovuto entro il 31 ottobre 2022 ed il restante 50 per cento entro il 30 giugno 2023.

Le risorse dovute a titolo di proroga e versate entro l’anno 2021 affluiscono al Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale di cui all’articolo 217, decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con legge 17 luglio 2020, n. 77.

5. L’articolo 217, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con legge 17 luglio 2020, n. 77 è così sostituito: «Il finanziamento del fondo di cui al comma 1 è determinato nel limite massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e nel limite massimo di 50 milioni per l’anno 2021. Per il finanziamento del fondo previsto per l’anno 2020, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020 una quota pari una quota pari allo 0,5 per cento del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali, come determinata con cadenza quadrimestrale dall’ente incaricato dallo Stato, al netto della quota riferita all’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, viene versata all’entrata del bilancio dello Stato e resta acquisita all’erario. Per il finanziamento del fondo previsto per l’anno 2021, fino a concorrenza limite massimo di 50 milioni, affluiscono al Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, le risorse di cui dall’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205. Qualora negli anni 2020 e 2021 l’ammontare delle entrate così come determinate al presente comma sia inferiore alle somme iscritte nel Fondo, è corrispondentemente ridotta la quota di cui all’articolo 1, comma 630 della legge 30 dicembre 2018, n. 145.».

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente disposizione pari a 32,8 milioni per l’anno 2021 e a 65,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, così come modificato dall’articolo 209 della presente legge
1.2309. (ex 205.05.) Osnato, Trancassini, Lucaselli, Rampelli.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.

  1. A causa della straordinarietà e della imprevedibilità degli eventi scaturenti dall’attuale situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 e dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, nonché al fine di consentire il progressivo allineamento temporale delle concessioni per la raccolta dei giochi pubblici, per le concessioni per la raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati, i termini per l’indizione delle procedure di selezione, previsti dall’articolo 24 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, sono prorogati al 30 giugno 2023. Le concessioni in essere, nonché la titolarità dei punti di raccolta regolarizzati ai sensi dell’articolo 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché dell’articolo 1, comma 926, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate a titolo oneroso, previo adeguamento delle medesime alla normativa vigente e presentazione di adeguata garanzia, fino al 31 dicembre 2023. Sono altresì prorogate al 31 dicembre 2023 le concessioni per la raccolta a distanza dei medesimi giochi.
2. Gli importi da versare a titolo di proroga sono determinati in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205.
3. All’articolo 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Per l’anno 2021, la somma da versare a titolo di proroga delle concessione è determinato in euro 3.750 per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e in euro 2.250 per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici».
4. Le modalità di versamento delle somme dovute a titolo di proroga, sulla base delle indicazioni operative definite con provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sono stabilite come segue:

a) per l’anno 2021 entro il 30 giugno 2021;

b) per l’anno 2022: il 50 per cento del dovuto entro il 31 ottobre 2021 ed il restante 50 per cento entro il 30 giugno 2022;

c) per l’anno 2023: il 50 per cento del dovuto entro il 31 ottobre 2022 ed il restante 50 per cento entro il 30 giugno 2023.

Le risorse dovute a titolo di proroga e versate entro l’anno 2021 affluiscono al Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale di cui all’articolo 217, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

5. Il comma 2 dell’articolo 217 del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, è sostituito dal seguente: «2. Il finanziamento del fondo di cui al comma 1 è determinato nel limite massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e nel limite massimo di 50 milioni per l’anno 2021. Per il finanziamento del fondo previsto per l’anno 2020, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020 una quota pari allo 0,5 per cento del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali, come determinata con cadenza quadrimestrale dall’ente incaricato dallo Stato, al netto della quota riferita all’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, viene versata all’entrata del bilancio dello Stato e resta acquisita all’erario. Per il finanziamento del fondo previsto per l’anno 2021, fino a concorrenza limite massimo di 50 milioni, affluiscono al Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, le risorse di cui dall’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205. Qualora negli anni 2020 e 2021 l’ammontare delle entrate così come determinate dal presente comma sia inferiore alle somme iscritte nel Fondo, è corrispondentemente ridotta la quota di cui all’articolo 1, comma 630, della legge 30 dicembre 2018, n. 145».
*1.2310. (ex 205.014.) D’Attis, Mulè, Mandelli, Cattaneo.

Dopo l’articolo 205, aggiungere il seguente:

Art. 205-bis.

  1. A causa della straordinarietà e della imprevedibilità degli eventi scaturenti dall’attuale situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 e dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara, nonché al fine di consentire il progressivo allineamento temporale delle concessioni per la raccolta dei giochi pubblici, per le concessioni per la raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati, i termini per l’indizione delle procedure di selezione, previsti dall’articolo 24 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, sono prorogati al 30 giugno 2023. Le concessioni in essere, nonché la titolarità dei punti di raccolta regolarizzati ai sensi dell’articolo 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché dell’articolo 1, comma 926, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate a titolo oneroso, previo adeguamento delle medesime alla normativa vigente e presentazione di adeguata garanzia, fino al 31 dicembre 2023. Sono altresì prorogate al 31 dicembre 2023 le concessioni per la raccolta a distanza dei medesimi giochi.
2. Gli importi da versare a titolo di proroga sono determinati in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205.
3. All’articolo 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Per l’anno 2021, la somma da versare a titolo di proroga delle concessione è determinato in euro 3.750 per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e in euro 2.250 per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici».
4. Le modalità di versamento delle somme dovute a titolo di proroga, sulla base delle indicazioni operative definite con provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sono stabilite come segue:

a) per l’anno 2021 entro il 30 giugno 2021;

b) per l’anno 2022: il 50 per cento del dovuto entro il 31 ottobre 2021 ed il restante 50 per cento entro il 30 giugno 2022;

c) per l’anno 2023: il 50 per cento del dovuto entro il 31 ottobre 2022 ed il restante 50 per cento entro il 30 giugno 2023.

Le risorse dovute a titolo di proroga e versate entro l’anno 2021 affluiscono al Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale di cui all’articolo 217, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

5. Il comma 2 dell’articolo 217 del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, è sostituito dal seguente: «2. Il finanziamento del fondo di cui al comma 1 è determinato nel limite massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e nel limite massimo di 50 milioni per l’anno 2021. Per il finanziamento del fondo previsto per l’anno 2020, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020 una quota pari allo 0,5 per cento del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali, come determinata con cadenza quadrimestrale dall’ente incaricato dallo Stato, al netto della quota riferita all’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, viene versata all’entrata del bilancio dello Stato e resta acquisita all’erario. Per il finanziamento del fondo previsto per l’anno 2021, fino a concorrenza limite massimo di 50 milioni, affluiscono al Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, le risorse di cui dall’articolo 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017 n. 205. Qualora negli anni 2020 e 2021 l’ammontare delle entrate così come determinate dal presente comma sia inferiore alle somme iscritte nel Fondo, è corrispondentemente ridotta la quota di cui all’articolo 1, comma 630, della legge 30 dicembre 2018, n. 145».
*1.2311. (ex 205.016.) Cattaneo.