Come sembra ormai essere una consuetudine anche la Manovra di Bilancio per il 2020 prevede nuove entrate dalle attività di gioco. Per la Corte dei Conti si tratta di poco meno di 3 miliardi di euro nel triennio.

Nuove entrate da una maggiore tassazione sui proventi dalle attività di gioco sono previste dalla legge di Bilancio. La Corte dei Conti, in audizione alle Commissione Bilancio di Camera e Senato ha precisato che si tratta di quasi 3 miliardi di euro nel prossimo triennio.

Nello specifico sono attesi 963 milioni nel 2020, 934 milioni nel 2021 e 1.077 milioni nel 2022.

Il Presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema, ha specificato che si tratta di tassazione dei proventi da giochi.

Le misure in questione rappresentano rispettivamente l’8,8 , il 7,9 e il 9,7 per cento delle entrate previste.

I pagamenti elettronici: “lotteria degli scontrini anche per i minori”

“Al riguardo la Corte più volte in passato si è espressa a favore delle misure atte a favorire la diffusione dei mezzi di pagamento tracciato”, ha detto Buscema in audizione, “ritenendoli un efficace strumento per indurre la crescita delle basi imponibili dichiarate e contrastare l’evasione fiscale. Nel manifestare, dunque, sostanziale condivisione per la misura corre l’obbligo di sottolineare l’esigenza che all’accresciuto utilizzo dei mezzi dipagamento diversi dal contante si accompagni la capacità tecnica dell’amministrazione fiscale di utilizzare i dati non solo e non tanto in chiave repressiva –tenuto anche conto degli attuali evidenti limiti operativi degli apparati di controllo, più volte segnalati dalla Corte.Si tratta di un mutamento di strategia, infatti, che potrebbe indurre una maggiore tax compliancein coloro che svolgono attività indipendenti e, segnatamente, in quella parte di essi che rivolge le proprie prestazioni al consumatore finale. Una ulteriore notazione concerne la prevista esclusione dal beneficio di tutti i minorenni che utilizzano per ipagamenti strumenti elettronici. La previsione(che replica quella contenuta nell’art. 1, comma 540, della legge n. 232 del 2016 legge di bilancio 2017 concernente la c.d. “lotteria degli scontrini”)muove da una solo formale assimilabilità del premio previsto alle attività di gioco mentre dovrebbe tener conto del crescente numero di minori che è oggi provvisto di apposite carte “prepagate” e degli effetti positivi sul piano pedagogico e culturale che avrebbe il coinvolgimento dei giovanissimi (ad esempio, ultra quindicenni) in iniziative come quella del cash back pubblico e dei premi collegati all’emissione dello scontrino telematico”.

La Corte dei Conti, in sentesi, ha evidenziato “la mancanza di un quadro organico delle misure” che il governo intende assumere, non permettendo – ravvisano i giudici – “di valutare pienamente come si intenda intervenire sulle principali criticità del nostro sistema economico e istituzionale”. Se “lo sforzo” per combattere evasione ed elusione fiscale “è sicuramente importante”, grazie al “ricorso a strumenti di emersione spontanea delle basi imponibili”, la Corte dei Conti si dice preoccupata dal fatto che “tali misure” non sembrano andare a inserirsi “in un processo di riforma più complessivo”, capace di rispondere “a criteri di equità e semplificazione del sistema”. Lo stato di salute dell’economia italiana, insomma, non è ottimale.