commissione bilancio

“La manovra riduce le clausole di salvaguardia nel 2020 e 2021 per 9,8 miliardi rispettivamente ma non le cancella. Negli ultimi anni sono state sistematicamente abolite alla vigilia della loro applicazione. Se esse fossero abolite senza compensazioni nel 2021 e nel 2022 l’effetto meccanico sarebbe un aumento del disavanzo a 2,8 nel 2021 e a 2,7 nel 2022. Per l’anno prossimo la manovra prevede effetti espansivi valutabili in circa 31 miliardi coperti per meno della metà. Rispetto al quadro tendenziale il disavanzo aumenta di oltre 16 miliardi. La cancellazione dell’aumento delle aliquote dell’Iva e delle accise previste nella clausola di salvaguardia determina un minore gettito di oltre 23 miliardi, pari a 1,3 percento del Pil. Vengono inoltre stanziate risorse per la riduzione del cuneo fiscale, 3 miliardi, per il rinnovo dei contratti pubblici 300 milioni, per il sostegno alle famiglie 600 milioni, per gli investimenti pubblici e privati oltre 2 miliardi. La copertura parziale degli interventi è per circa 3/4 a carico delle entrate, vi contribuiscono misure di contrasto all’evasione fiscale per oltre 3 miliardi, interventi in materia ambientale, 1,6 miliardi nonchè un inasprimento della tassazione su giochi e tabacchi per 1,1 miliardi”.

Lo ha detto la Banca d’Italia in audizione sulla legge di bilancio nelle Commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite.