“Alla luce delle strumentali ricostruzioni, delle polemiche e dell’ostruzionismo che hanno alimentato il dibattito politico degli ultimi giorni, il gruppo Lega Salvini Piemonte vuole riportare nel giusto perimetro dell’oggettività la discussione della legge sul gioco legale oggi all’esame di Palazzo Lascaris. E lo fa attraverso una ‘operazione verità‘ che in questi giorni coinvolgerà tutti i suoi canali di comunicazione: su Facebook (@GrpLegaSalvini), su Instagram (gruppo_lega_salvini_piemonte), su Telegram (https://t.me/LegaPiemonte) e sul suo sito Internet, gruppolega.cr.piemonte.it”. Lo annuncia il gruppo regionale del Carroccio.

“In queste ore abbiamo assistito a un sistematico ribaltamento della realtà dei fatti – denuncia il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni – che in nessun modo ha seriamente affrontato i contenuti e le finalità della nostra proposta di legge. Ovvero la difesa del lavoro onesto, il contrasto alla ludopatia, la tutela della legalità e la lotta alle infiltrazioni della criminalità. Non proteggere questi baluardi significa solo mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e continuare a offrire terreno fertile alla malavita, così come a più riprese è stato sottolineato da istituti come la Cgia di Mestre e l’Eurispes, dai sindacati del settore e dai magistrati che con coraggio lottano contro le mafie. Oggi c’è l’illegalità che ingrassa il crimine e i paradisi fiscali. E questo noi lo vogliamo assolutamente combattere, perché il gioco deve essere solo gestito dallo Stato ed essere solo legale. Il resto sono mistificazioni, strumentalizzazioni e falsità consumate sulla pelle di migliaia di onesti lavoratori. E se il gioco legale non c’è, quel vuoto viene riempito dal gioco illegale: questo la Lega lo vuole ribadire a tutti e ribadirlo con forza. Di pari passo, vogliamo tutelare i giocatori patologici che la legge del 2016 oggi non sta curando. Noi invece daremo chiara indicazione alla giunta di aumentare i fondi regionali destinati ai Serd e alla lotta alla ludopatia. Questo non è il Far West, non è il liberi tutti. E’ esattamente il contrario. Ed è giusto che i cittadini piemontesi abbiano tutti gli strumenti per conoscere il valore e le giuste finalità della nostra legge”.