ippica
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(Jamma) – “Se oggi passasse in Commissione Bilancio l’emendamento a firma dell’On. Falcone presentato dagli operatori stranieri “on line” sarebbe la fine del sistema ippico italiano e dei suoi 10.000 operatori diretti.

I più importanti Concessionari europei “on line”, consapevoli dell’importanza e del potenziale del mercato italiano, stanno lavorando sulla Legge di Stabilità sostenendo (mentendo) che lo fanno per finanziare l’ippica. In realtà, con un prelievo ridicolo sulla quota fissa del palinsesto, avrebbero mano libera nell’introdurre in Italia diritti di corse estere senza riconoscere niente alla filiera italiana (perché li hanno già acquistati direttamente dai produttori).

Oggi una Legge dello Stato attribuisce al settore i proventi derivanti dal gioco e dalle immagini delle corse di tutto il mondo utilizzate in Italia per raccogliere scommesse ippiche. Invece questi vorrebbero utilizzare gratuitamente le immagini non riconoscendo niente al settore.

Significherebbe spogliare il settore dei suoi diritti fondamentali per la sopravvivenza ed il rilancio e togliere a 10.000 persone ogni prospettiva per il futuro se non quella della misera dipendenza da contributi statali sempre più incerti. Certamente questi 10.000 elettori, già sacrificati dall’attuale gestione, sapranno chi ringraziare il prossimo 4 dicembre.

Se passasse la proposta di Logico (questa la sigla del gruppo dei Concessionari on line) in breve anche in Italia il prodotto italiano risulterebbe sempre meno giocato perché con percentuali di allibramento più alte dovute alla necessità di garantirsi dal rischio di corse aggiustate su montanti molto ridotti rispetto a quelli consolidati internazionali di questi giganti del betting mondiale. Giganti chiaramente interessati solo ai giocatori italiani e certamente non alle nostre corse e, ancor meno, alla nostra filiera.

Non si capisce, inoltre, perché solo questo emendamento sia stato considerato ammissibile quando invece altri emendamenti, sugli stessi argomenti, ma in linea con quanto espresso dall’art.15 del Collegato Agricolo, siano stati bocciati. Anche in questa fase si evidenzia come questo settore sia ancora gestito con approssimazione e senza la consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri diritti affermati e quanto abbia bisogno di una struttura privatistica che lavori esclusivamente a favore del settore stesso promuovendolo e difendendolo da azioni di lobby palesemente contrarie al bene comune della filiera”.

Lega Ippica Italiana

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