Difficile accettare che un vicepremier parli di dignità (riferendosi al decreto di cui si fa portavoce) quando lo stesso viene divulgato attraverso le bugie. In questa occasione mi faccio personalmente promotrice di una iniziativa di ‘corretta informazione’ con la quale ribattere a tutti i post, i messaggi e qualsiasi altra forma di comunicazione diffusa da sostenitori dell’attuale governo laddove si dice che il decreto ‘Dignità’ è il primo strumento mai realizzato per contrastare il gioco d’azzardo.

Niente di più falso e lo dimostrano i documenti degli stessi Tecnici del Governo.

Il decreto Dignità, nel testo presentato all’Aula della Camera, reca, all’articolo 1 bis il capitolo “Incentivo all’occupazione giovanile”. Si tratta di un articolo introdotto nel corso dell’esame in Commissione Finanze e Lavoro riunite e prevede una riduzione dei contributi previdenziali, in favore dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (a tutele crescenti), effettuate nel biennio 2019-2020, di soggetti aventi meno di 35 anni e che non abbiano avuto (neanche con altri datori) precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Volete sapere come verrà finanziato questo intervento?

Con le tasse applicate alla raccolta di gioco delle slot e delle videolotterie.

Lo stesso Luigi Di Maio, e altri esponenti del Movimento Cinque Stelle, che da settimane prendono in giro gli italiani parlando di misure no-slot e di abolizione dell’offerta del gioco d’azzardo, hanno approvato, in totale silenzio, una misura che introduce l’aumento del prelievo erariale sugli apparecchi da gioco comma 6, a copertura delle norme che prevedono la decontribuzione per gli anni 2019 e 2020 per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato.

L’intervento di cui Di Maio & company si vantano, ovvero il sostegno all’occupazione giovanile sarà finanziato con le entrate dallo 0,08% dell’ammontare sulle somme giocate alle slot e alle videolotterie dal 1 gennaio 2020 e un ulteriore aumento delle imposte a partire dal 1 gennaio 2021.

Perchè questa piccola e insignificante informazione non compare tra i dettagliatissimi messaggi via Facebook? mc (fotoVVox)

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