“Sono assolutamente d’accordo con i limiti che vengono introdotti ed è giusto che vengano introdotti. Quello che è in discussione è lo stato di diritto. Non possiamo noi scaricare l’inadempienza dello Stato, che non indice nuove gare di concessione, sull’operatore privato che sta lavorando. È lavoro”.Queste le parole del consigliere regionale del Lazio Stefano Parisi, firmatario di un emendamento alle norme in materia di applicazione delle distanze minime dai luoghi sensibili per le attività di gioco.

“Questo è lavoro, sono investimenti. Quindi, la formulazione che è stata trovata è una formulazione di mediazione. Penso che quando noi mettiamo un termine e questo termine è un termine che non riguarda l’attività del privato, ma riguarda soltanto l’eventuale inadempienza dello Stato, stiamo mettendo una incertezza e stiamo usurpando il diritto del privato che ha investito. Nonostante questo, credo che questo emendamento sia comunque una buona mediazione. Però, ritengo che sia molto importante tenere sempre presente l’ottica di chi le nostre leggi, che noi qui variamo, le deve applicare e soprattutto di come cambiano il contesto operativo di chi lavora”, ha spiegato a proposito dell’emendamento approvato dall’aula del Consiglio Regionale.

Di seguito il testo dell’emendamento

“Le limitazioni di cui all’articolo 4 si applicano alle nuove concessioni in materia di apparecchi da gioco di cui al comma 6, lettere a) e b), e all’articolo 110 del Testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e ai titolari delle sale da gioco esistenti alla data di entrata in vigore della disposizione, che si adeguano entro i quattro anni successivi a tale data, ovvero entro i cinque anni successivi alla medesima data nel caso di autorizzazione decorsa dal 1 gennaio 2014”.

Ecco il testo dell”articolo 4 della legge regionale in materai di GAP “1. Fermo restando il rispetto della normativa statale in materia, al fine di tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e prevenire fenomeni di GAP, è vietata l’apertura di nuove sale gioco che siano ubicate ad una distanza inferiore a cinquecento metri da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, centri anziani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale o luoghi di culto.”;