“La scelta di posticipare l’apertura di sale scommesse, bingo e slot al 1°luglio si rileva incomprensibile se si valuta l’operato di altre regioni, come la Lombardia, che nonostante sia la regione più colpita da Coronavirus, farà ripartire il settore dal 15 giugno; il ritardo nella riapertura del settore del gioco legale, rappresenta, di fatto, anche un incentivo al proliferare delle attività malavitose, che parallelamente operano per il tramite di apparecchi contraffatti, con la diffusione del vero gioco d’azzardo concorrendo slealmente rispetto all’esercizio pubblico e controllato. Si impegna il Presidente della Regione Lazio di attivarsi con urgenza per la riapertura immediata delle attività concernenti sale giochi, sale scommesse e sale bingo nel Lazio”.

E’ quanto chiede la Lega con una mozione a firma dei consiglieri Orlando Tripodi, Laura Cartaginese, Pasquale Cicciarelli, Daniele Giannini e Laura Corrotti, presentata al presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Buschini.

Si legge: “Visto il DPCM 11 giugno 2020 Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A03194) (GU Serie Generale n.147 del 11-06-2020), con il quale alla lettera l) le attivita’ di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10;

Preso atto dell’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio 13 giugno 2020, n. Z00047 Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Aggiornamento delle Linee Guida inerenti la riapertura delle attività economiche, produttive e sociali. Ordinanza ai sensi dell’articolo 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica, con la quale viene definita al punto ⎯ b. a decorrere dal 1° luglio 2020 sono consentite anche le attività di ballo all’aperto, nonché le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Le attività di cui al presente punto si svolgono assicurando il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per i partecipanti che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 partecipanti all’aperto e di 200 in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Considerato che nel Lazio il settore slot e Vlt dà lavoro a 1256 persone, impiegate nelle sedi delle società e nelle sale giochi. I dati, aggiornati al 30 settembre 2018, si riferiscono al solo “comparto diretto” e non tengono conto né dell’indotto, né degli esercizi in cui gli apparecchi di gioco non rappresentano l’attività principale, che portano il totale stimabile a circa 8000. In termini assoluti, il Lazio è la seconda regione italiana per occupati nel settore (dopo la Lombardia), ed è al secondo posto (stavolta dopo il Veneto), anche considerando il rapporto tra numero di addetti e popolazione. Nel dettaglio, figurano 21,3 occupati su 100 mila abitanti. A livello provinciale, Roma figura al diciassettesimo posto in Italia come tasso di occupazione nel settore, con 22,9 addetti su 100 mila abitanti. Il primato nel Lazio è di Frosinone, a 27,5; Viterbo è all’altro capo della graduatoria, con 9,7. (Dato fornito nel “Percorso di Studio sul settore dei giochi in Italia realizzato dalla Cgia di Mestre in collaborazione con l’associazione Astro)”.