“I dati dell’ultimo rapporto del DEP (Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio) sono impietosi. È raddoppiato il numero di coloro che sono in cura presso i SERD per il gioco d’azzardo. In modo particolare preoccupa la presenza dei giovani e delle donne soprattutto attraverso le sale gioco VLT o New Slot Machine. Questa è una vera e propria emergenza sanitaria e sociale che rovina le famiglie. Trovo assurdo uno Stato che, da un lato fa del gioco cosiddetto “legale” un’entrata di bilancio e dall’altra produce malati che devono poi essere curati dalle ludopatie addirittura aumentate nel tempo dell’emergenza COVID-19”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Nel 2019 nel Lazio, sono 841 le persone trattate per il disturbo da gioco d’azzardo, di cui 836(99.4%) presso i servizi pubblici (Ser.D.). Gli uomini costituiscono l’82% del totale con un rapporto maschi/femmine di 5:1.

Rispetto al 2018, gli utenti complessivi sono aumentati di 154 unità e lepersone che per la prima volta sono stati in trattamento nell’anno sono state 396, pari al 47% del totale. Oltre l’80% delle persone accede ai servizi in modo diretto e, diversamente dalle altre dipendenze, gioca un ruolo più determinante la rete familiare e/o affettiva: circa il 27% è giunto ai servizi su invio da parte di familiari, mentre tale proporzione è del 14% nel trattamento per alcol e del 5% per quello di uso di droghe. Come si evince dalla fig. 38 l‘andamento nel tempo è linearmente in aumento: le persone in carico sono raddoppiate in 5 anni, sia come nuovi casi che come casi già conosciuti ai servizi. L’età media è di circa 47 anni, 45 per gli uomini e 57 per le donne; gli over 50 rappresentano il 37% dei casi incidenti e oltre metà di quelligià noti ai servizi; in particolare quasi un terzo (27.4%, n=133) dei casigià conosciuti hanno oltre 60 anni. La proporzione di persone in condizione non professionale (per maggior parte pensionati) è pari al 19.4% (n=162)

Confrontando le età media pergenere del primo comportamento di gioco d’azzardo, del comportamento continuativo e quella di primo contatto con i servizi, si nota che gli uomini sono in generale più giovani, ma che le donne si avvicinano prima ai servizi, ovvero la richiesta di aiuto avviene mediamente dopo 4 anni per le donne, contro i 7 degli uomini. Questopotrebbe risentire della ridotta capacità economica (gender pay gap) che in genere hanno le donne rispetto agli uomini.

Gli occupati,comunque rappresentano oltre la metà del campione (N=455); il 45% (379) è in possesso di un diploma di scuola superiore. Per quello che riguarda il comportamento prevalente di gioco d’azzardo risulta essere più frequente quello nelle sale da gioco con VLT o New Slot Machine. Il gioco on line (scommesse, poker e altro) è riferito come comportamento di giocoprevalente dal 4% (n=34) dei pazienti. Circa il 40% riferisce un comportamento di gioco quotidiano; i circuiti utilizzati sono quelli del gioco legale per oltre l’85%.I dati relativi al denaro speso, ovvero la porzione del proprio reddito mensile dedicata al gioco,non sono validi, visto l’alto numero di dato non rilevato(>90%).