“La legge regionale del Lazio n. 5/2013 recante “Disposizioni per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico” ha subìto, nel corso degli anni, alcune modifiche. Le ultime quelle apportate con la legge n. 1/2020. Vi sono però parti della legge che non sono mai state toccate dalle modifiche e che invece necesstavano, e necessitano, di essere riviste e adeguate. Ne indicherò un paio, a titolo di esempio”. E’ quanto evidenziato da Domenico Faggiani (nella foto), componente Osservatorio della Regione Lazio su gioco d’azzardo patologico, al webinar organizzato da Acadi dal titolo “Analisi dell’impatto sociale del settore del Gioco Pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della L.R. 5/2013”.

“L’articolo 9 si occupa della formazione del personale operante nelle sale gioco. Nella legge è scritto che la Regione, i Comuni, le ASL e le associazioni di categoria, di concerto con i gestori delle sale da gioco, promuovono iniziative di formazione. L’attività di formazione del personale che in questi esercizi opera è molto importante, ma la norma, così come scritta, non porta ad alcun risultato. Ed infatti, negli anni, non mi pare ci siano state attività. Bisogna prevedere espressamente nella legge corsi di formazione obbligatori, ed eventuali successivi aggiornamenti, per gli addetti al settore del gioco. Questi operatori, se adeguatamente formati, potrebbero svolgere un ruolo importante anche in tema di prevenzione e di aiuto.
Sempre in tema di informazione e formazione, andrebbe indicato espressamente, nella legge, il ruolo della scuola. C’è un accenno all’articolo 10 della legge, che si occupa del Piano integrato socio-sanitario per contrasto, prevenzione e riduzione del rischio della dipendenza GAP; ma non è sufficiente. A mio avviso andrebbe espressamente prevista nella legge la stipula di accordi, di protocolli con l’Ufficio scolastico Regionale per introdurre nelle scuole secondarie attività di informazione e sensibilizzazione. Ove occorra anche attività di formazione indirizzata al personale docente. L’attività di informazione dovrebbe riguardare non solo il gioco fisico ma anche, anzi direi soprattutto, quello a distanza. C’è, infine, un aspetto, in parte richiamato dal titolo del seminario, relativo alla entrata in vigore, ad agosto prossimo, di una parte delle norme introdotte con la legge di inizio 2020. Forse una proroga, rispetto all’entrata in vigore di quelle norme, sarebbe una giusta decisione. Ciò in quanto, al momento in cui fu approvata la legge 1/2020, non era certo prevedibile cosa sarebbe accaduto, nei 18 mesi successivi, con la pandemia causata dal covid. Al contempo è necessario che, nel corso di questo anno, si riesca ad arrivare ad una norma nazionale, che consenta di riordinare, ridurre e riqualificare tutta l’offerta di gioco pubblico. Un codice del gioco, frutto di un confronto con le regioni e gli enti locali. Successivamente la Regione Lazio, al pari delle altre, potrebbe rivedere la propria normativa, adeguandola al nuovo codice del gioco”.