I problemi di 841 persone giustificano la disgrazia economica di 16.000 lavoratori, nonostante il Sistema Informativo Regionale Dipendenze, per quanto riguarda il Disturbo da gioco d’azzardo, abbia riscontrato una diminuzione del 40% delle persone in trattamento per la prima volta

 

L’articolo 4, della L.R. Lazio 5/2013 prevede che “Fermo restando il rispetto della normativa statale in materia, al fine di tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e prevenire fenomeni di Gioco d’Azzardo Patologico, è vietata l’apertura di nuove sale gioco che siano ubicate ad un raggio inferiore a cinquecento metri da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, centri anziani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale o luoghi di culto”.

Dietro questa importante misura di limitazione per una attività lecita, svolta con riserva dallo Stato italiano, le preoccupazioni per la salute dei giocatori.

 

I dipendenti dal gioco

Dal 1991 il Dipartimento di Epidemiologia ha attivato, su mandato della Regione Lazio il Sistema Informativo Regionale Dipendenze, uno studio-ricerca che permette di analizzare l’occorrenza del fenomeno della dipendenza sia in termini di domanda di trattamento, sia di intervento da parte dei servizi pubblici (Ser. D) e del privato sociale accreditato (Comunità Residenziali e Semiresidenzali).

Dipendenti da giochi nel Lazio

Giochi DGA 2020

Nel 2019, comunicava il Dipartimento di Epidemiologia, “sono state trattate per il disturbo da gioco d’azzardo 841 persone, di cui 836 (99.4%) presso i servizi pubblici (Ser. D.)”. Gli uomini costituivano “l’82% del totale con un rapporto maschi/femmine di 5:1. Rispetto al 2018, gli utenti complessivi sono aumentati di 154 unità e le persone che per la prima volta sono stati in trattamento nell’anno sono state 396, pari al 47% del totale. Oltre l’80% delle persone accede ai servizi in modo diretto e, diversamente dalle altre dipendenze, gioca un ruolo più determinante la rete familiare e/o affettiva: circa il 27% è giunto ai servizi su invio da parte di familiari, mentre tale proporzione è del 14% nel trattamento per alcol e del 5% per quello di uso di droghe.

Trend DGA Lazio

L’andamento nel tempo – scriveva il Dipartimento di Epidemiologia nel 2019 – è linearmente in aumento: le persone in carico sono raddoppiate in 5 anni, sia come nuovi casi che come casi già conosciuti ai servizi. L’età media è di circa 47 anni, 45 per gli uomini e 57 per le donne; gli over 50 rappresentano il 37% dei casi incidenti e oltre metà di quelli già noti ai servizi; in particolare quasi un terzo (27.4%, n=133) dei casi già conosciuti hanno oltre 60 anni. La proporzione di persone in condizione non professionale (per maggior parte pensionati) è pari al 19.4% (n=162)”.

Nel 2020 invece, sempre secondo il Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, le persone trattate per il disturbo da gioco d’azzardo sono state 718 facendo registrare una diminuzione dei casi incidenti, mentre sono in lieve aumento i soggetti già in carico nel 2019 di cui 706 (98.3%) presso i servizi pubblici ambulatoriali (Ser. D.); 3 persone risultano in carico presso comunità accreditate e i restanti presso le sedi di istituti di pena. Gli uomini costituiscono l’82% del totale con un rapporto maschi/femmine di 5:1. Rispetto al 2019, – si legge nel report – gli utenti complessivi sono diminuiti di 124 unità e le persone che per la prima volta sono stati in trattamento nell’anno sono state 239, ovvero il 40% in meno circa rispetto all’anno precedente e pari al 33% del totale delle persone in carico nell’anno (1 su persona su 3 è un caso incidente, mentre lo scorso anno lo era 1 persona su 2)”.

 

I dipendenti da slot e VLT sono diminuiti di oltre il 50%.

“Oltre l’80% delle persone – prosegue il Dipartimento di Epidemiologia – accede ai servizi in modo diretto e, diversamente dalle altre dipendenze, gioca un ruolo più determinante la rete familiare e/o affettiva: circa il 24% è giunto ai servizi su invio da parte di familiari, mentre tale proporzione è del 13% nel trattamento per alcol e del 5% per quello di uso di droghe”.

trend DGA 2020

Età DGA nel Lazio

I dipendenti del gioco pubblico

Uno studio Eurispes “Gioco pubblico e dipendenze nel Lazio” del 23 ottobre 2019 riporta che all’applicazione del distanziometro sulla città di Roma si verificherà una percentuale di interdizione pari a 99,70%. Per le realtà preesistenti alla normativa del 2013, e che quindi ad oggi rappresentano l’offerta del gioco pubblico sul territorio, il 28/8/2022 è il termine per l’espulsione dal territorio. La legge regionale inciderà solo sulle attività di gioco fisico favorendo, di fatto, le attività di offerta online e il circuito del gioco illegale. Questo comunque comporterà una perdita di 16.000 posti di lavoro, di 1 miliardo di Euro di gettito erariale, nonché la penalizzazione se non la chiusura di circa 6.400 esercizi, di cui 1.300 specializzati (i dati sono riferiti nello studio presentato il 26/4/2021 dal Prof. Paolo Feltrin, Direttore Istituto Tolomeo Studi e Ricerche “Analisi dell’impatto sociale del settore del Gioco Pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della L.R. 5/2013”).

Proporzionalità delle misure introdotte

Gli operatori del gioco pubblico lamentano l’accanimento del legislatore della Regione Lazio e una motivazione ideologica causa di un trattamento troppo severo per il settore dei gioco pubblico. In effetti comparando i dati della stessa fonte (Sistema Informativo Regionale Dipendenze – Dipartimento di Epidemiologia – Regione Lazio) su Disturbo dal gioco d’azzardo e dipendenze da Alcol risulta evidente una diversa attenzione a fenomeni egualmente pericolosi per la salute del consumatore. La Regione Lazio non ha introdotto limitazioni per il consumo di Alcol, anzi promuove e sovvenziona le attività di produzione e distribuzione di prodotti per un tale consumo.

Eppure il Sistema Informativo Regionale Dipendenze commentando l’ultima rilevazione è stato chiarissimo, si legge:

«Si è riscontrata infatti una consistente riduzione di nuove diagnosi e di nuove persone prese in carico: i nuovi utenti con disturbo da uso di sostanze (DUS) sono stati il 27% in meno rispetto all’anno precedente, così come è accaduto per le persone con disturbo da gioco d’azzardo (DGA).
È rimasto costante, al contrario, il numero dei pazienti con disturbo da uso di alcol che si sono rivolti per la prima volta ai servizi».

 

2019

DGA LazioAlcol

2020

DGA 2020Alcol 2020