Il Consiglio Regionale del Lazio dovrà pronunciarsi a breve sulle proposte di modifica alla normativa sul gioco d’azzardo. Ma dove è finita la delibera di Giunta, assai discussa, che avrebbe dovuto destinare 400.000 euro dei fondi per il contrasto alla ludopatia alla gestione, anche questa molto discussa, di un marchio no-slot?

La grande attenzione dei Cinque Stelle sui possibili rischi del gioco d’azzardo si scontra con l’indifferenza circa l’utilizzo dei fondi che lo Stato ha messo a disposizione per il contrasto al gioco patologico. Il Consiglio Regionale del Lazio è chiamato in questi giorni ad esprimersi sulla proposta di modifica alle norme regionali in materia di regolamentazione delle attività di gioco, contenute nel pdl di “Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione”. Si tratta di modifiche sostenute con forza dagli esponenti del gruppo consigliare dei Cinque Stelle, tanto da essere presi come esempio dagli omologhi campani che solo poche ore fa hanno votato, sfavorevolmente, sulla legge regionale poi approvata. Per garantire il contenimento dell’offerta di gioco legale, la norma proposta in Consiglio Regionale del Lazio mira ad ampliare la potestà dei Comuni nell’individuazione di ulteriori limitazioni a livello territoriale. Si parla di fasce orarie di divieto di attivazione delle slot per consentire in ambito locale la previsione di eventuali fasce di interruzione del gioco nell’arco della giornata e di introduzione di una disciplina transitoria, che estende le limitazioni vigenti per le nuove sale anche ai punti gioco già esistenti alla data di entrata in vigore della legge. Questioni che ovviamente rimandano al tema del gioco patologico e al rischio di dipendenza, contro la quale la Regione, per tramite dell’Assessorato che si occupa di salute e di sanità, ha pensato di introdurre un marchio no-slot. Alla gestione del marchio sarebbero destinati 400.000 euro della somma dirottata dallo Stato alla Regione per il contrasto al Gap. Ma alla presentazione della delibera di giunta non sono mancate per perplessità. L’adozione del marchio, è la relativa spesa, sono state congelate in attesa di una relazione che sarebbe dovuta arrivare dall’assessore alla sanità sull’attuazione della legge regionale sul gioco d’azzardo del 2013. Perplessità sul marchio, e quindi sulla delibera, sono arrivate dal consigliere del Pd Enrico Panunzi, e non da altri. Della relazione, da presentare entro il 15 novembre non c’è traccia. Eppure, mai come ora, sarebbe importante per capire se davvero la normativa regionale ha bisogno di qualche ‘aggiustamento’. O sembra superfluo?