azzardo

Un consiglio comunale denso quello che si è svolto nella serata di giovedì a Lavena Ponte Tresa (VA). Al centro della seduta, l’ultimo tra i punti presente all’ordine del giorno: l’approvazione del Regolamento unico volto a far fronte ai rischi legati al gioco d’azzardo. Un regolamento articolato, sorretto da una delibera del Piano di Zona che ne spiega le ragioni e da un’ordinanza, che intende arginare il gioco compulsivo limitandone gli orari di fruizione.

Ad introdurre, il presidente del consiglio comunale, Silvia Zocchi, che ha spiegato come Lavena Ponte Tresa abbia aderito a questa iniziativa insieme ad altri 23 comuni, che costituiscono il Piano di Zona di Luino. “Nell’ambito di questi progetti è stata effettuata una mappatura del gioco d’azzardo – spiega Silvia Zocchi – ed è emerso che nel nostro territorio si registra un’offerta ed una fruizione molto alta. Ciò dimostra come tanto maggiore è l’offerta di gioco tanto più alta sarà la probabilità di produrre patologie di dipendenza innescate dal gioco stesso. Dati che, sommati a quelli riguardanti le ingenti somme giocate, hanno spinto le amministrazioni a lavorare in concerto per arginare il fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti”.

Per dare misura della problematica – si legge su Luinonotizie.it – alla quale si cerca di mettere un freno con suddetto regolamento, il presidente Silvia Zocchi ha fornito i dati relativi ai territori dell’Alto Varesotto, nonché quelli riguardanti nello specifico la realtà di Lavena Ponte Tresa. “Il SERT – spiga il presidente Zocchi – ha comunicato il numero delle persone che accedono al servizio di sostegno offerto in presenza di tale patologia. Se nel lasso temporale che va dal 2000 al 2004 le richieste di aiuto ammontavano a 45, dal 2015 al 2018 queste ultime sono passate ad essere 269. Da uno studio condotto dall’ATS di Milano è stato evidenziato che il numero dei giocatori fosse di circa 60mila ma solo 795 chiedono aiuto: il che evidenzia il grande divario esistente tra coloro che giocano e coloro che chiedono aiuto. Da ciò la scelta delle amministrazioni di agire per scardinare quella che sta diventando una piaga sociale. Le categorie più a rischio sono quelle degli adolescenti, degli adulti e degli anziani”.

“Alla luce dei dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in lombardia – prosegue Zocchi – in Lombardia, nel 2016, sono stati giocati 14,5 miliardi di euro, nella sola provincia di Varese sono stati giocati oltre 1 miliardo di euro (circa 328 euro annui per abitante). I dati più sconcertanti sono però quelli riguardanti la realtà di Lavena Ponte Tresa dove nel 2016 sono stati spesi 25,5 milioni di euro, tre volte il bilancio comunale. Sono stati persi 5 milioni di euro, che corrispondono a circa mille euro per abitante”.

“E’ una situazione nuova da fronteggiare: il minimo comune denominatore che accomuna tutti i giocatori è il desiderio di cambiare vita tentando la fortuna, ma la situazione diventa presto un incubo a cui seguono solitudine e sfaldamento dei rapporti familiari. Nessuna droga aveva mai colpito fasce così diverse della popolazione – prosegue Silvia Zocchi -. Il comune con l’approvazione del regolamento e l’ordinanza successiva si impegnerà a vigilare con rigore l’applicazione dell’articolo 5 della Legge Regionale 8/2013, che vieta la nuova collocazione di apparecchi da gioco ad una distanza inferiore a 500 metri da luoghi sensibili. Infine ad essere adottata sarà un’ordinanza sindacale in grado di disciplinare le fasce orarie di gioco prevedendo l’interruzione di attività e vendita dalle 7.30 alle 9.30 del mattino, in pausa pranzo dalle 12 alle 14 e all’ora di cena, dalle 19 alle 21. Così da rendere difficoltoso il consumo del gioco in orari tradizionalmente dedicati alle relazioni familiari”.

A prendere la parola poi è stato il sindaco Mastromarino che ha spiegato l’importanza e la centralità di questo provvedimento a supporto delle fragilità: “Quello che stiamo facendo questa sera, ovvero l’approvazione di questo regolamento e dell’ordinanza ad esso connessa, sta avvenendo o avverrà nelle prossime settimane anche in altri 23 comuni appartenenti al Piano di Zona. Ovviamente abbiamo ricevuto una serie di lettere e di prese di posizione dai titolari di bar e sale gioco, i quali hanno chiesto a titolo personale di poter essere ascoltati in merito a questo provvedimento. In realtà il Piano di Zona ha già ascoltato le associazioni di categoria, ha incontrato Confesercenti e Ascom, ai quali ha sottoposto il provvedimento e dai quali ha ottenuto alcune considerazioni su alcune perplessità sull’ordine pubblico, ovvero il fatto che introdurre questo provvedimento possa creare dei problemi per via di alcuni soggetti compulsivi. Sicuramente il rischio c’è, ma la Polizia Locale serve a questo. Se stiamo mettendo alla base la tutela della salute pubblica è necessario usare strumenti netti e chiari. Questa la motivazione per la quale il referente del Piano di Zona, Fabio Passera, per rispondere alle istanze che chiedono il rallentamento del processo, ha fatto pervenire una lettera a tutti i sindaci, e dunque a tutti i consigli comunali, con la posizione che il Piano di Zona ha intenzione di portare avanti anche nel momento in cui si confronterà con gli operatori economici”.

All’interno della missiva l’invito ai Comuni ad una rapida adozione del documento, a cui far seguire un congruo periodo di sperimentazione delle misure per valutarne gli effetti sul campo. Solo al termine di tale fase il Piano di Zona, congiuntamente, si rende disponibile ad un confronto con i soggetti che in questi giorni stanno formulando richieste di audizione e confronto. “Questo – aggiunge il sindaco Mastromarino – spiega come l’azione che stiamo mettendo in campo non vuole essere punitiva o coercitiva verso i bar o verso le sale giochi, ma vuole essere un’azione di tutela per la salute delle fasce sociali fragili. Al termine del periodo di monitoraggio non si avrà nessuna difficoltà a sederci ad un tavolo per capire se ciò che stiamo facendo è corretto oppure no”.

A chiudere la seduta, infine, è il sindaco che, dopo aver ringraziato per la loro presenza il Gruppo di Aiuto Aiuto e gli otto consiglieri presenti, sottolinea l’assenza di supporto da parte della minoranza. “Perché abbiamo portato avanti questa azione con il Piano di Zona? Perché abbiamo voluto che nessuna amministrazione fosse lasciata sola in una scelta di questo tipo, poiché sono scelte che non si fanno a cuor leggero – afferma Mastromarino -. Io, però, questa sera mi sento lasciato solo e lo voglio dire. E’ brutto vedere che una parte del banco del consiglio comunale sia vuoto. In quella parte del banco siedono quattro consiglieri comunali che fanno parte del gruppo ‘Insieme si può’, che ha avuto la responsabilità di governare questo paese per 10 anni e avrei preferito averli accanto in questa scelta e non vederli, inspiegabilmente assenti. Credo sia una cosa che non fa bene a questo consiglio comunale”.

L’approvazione del regolamento, così come accaduto per i restanti punti all’ordine del giorno, è avvenuta con i soli voti della maggioranza.

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