Maggio 2016, Teatro Sociale di Città Alta. Tra gli ospiti del convegno dal titolo “In gioco”, organizzato da Confcommercio Bergamo per discutere di gioco d’azzardo e ludopatia, c’è anche l’allora assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi che non manca di usare toni molto forti nei confronti dei gestori di apparecchi da intrattenimento.

“Non basta inserire una presa nella corrente per diventare imprenditore – aggiunge quella sera – . Uno che fa questo e aspetta i “ciula” che vanno lì per me non lo è. Chiedo scusa per il “ciula” perché so che sono vittime, ma cerco di metterla sul ridere anche se c’è poco da ridere. Quelli non sono imprenditori, quelli sono strozzini di Stato”.

Promotrice della legge regionale del 2013 per il contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico, quando prende la parola Beccalossi si scaglia contro chi installa slot machine nei locali. Uno spezzone del suo discorso viene ripreso da uno spettatore: “Fate scelte etiche e non andate più nei locali con le slot machine – il suo invito al pubblico in sala –. Io andavo a bere il caffè in un bar che le ha messe e non ci sono più andata”.

Quel video finisce su Youtube e viene visto anche in Sardegna dai responsabili dell’Associazione dei Gestori Giochi Elettronici, che sostiene la categoria. Scatta così la denuncia per diffamazione nei confronti della Beccalossi.

“Non è giusto trattare così imprenditori che noleggiano apparecchi legali e pagano parecchie tasse – spiega Raffaele Furfaro, rappresentante lombardo dell’associazione –. I soldi ricavati dal mondo del gioco d’azzardo rappresentano una delle prime risorse per lo Stato”.

“Se il gioco è un problema – aggiunge – eliminiamolo a 360 gradi, compresi il Lotto e i vari giochi a premi. Non accaniamoci sempre e solo sulle slot, anche perché sono le più sicure visto che hanno un ciclo che si chiude”.

L’8 settembre a Bergamo inizia il processo con rito civile, ma il giudice di pace rinvia l’udienza al 2 ottobre. In quell’occasione sarà sentito l’ex assessore, che ha già annunciato di non voler rimangiarsi nulla di ciò che ha detto quella sera: “La lotta alla ludopatia è un cavallo di battaglia mio e della mia legge, quindi non arretro di un passo rispetto a quelle affermazioni. Tra l’altro Bergamo è una delle città più impegnate contro questa piaga”.

Il suo legale, l’avvocato Guido Camera, come riporta Bergamonews, è fiducioso per il buon esito del processo: “Noi ci difendiamo dicendo che si trattava di una critica legittima, in linea con la politica della mia assistita, che non ha offeso nessuno. Tra i testimoni, tra l’altro, abbiamo convocato anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, pure lui contrario alla ludopatia come ha dimostrato con le misure adottate in città”.