Bocciata a L’Aquila la mozione che era stata presentata dalla consigliera Carla Cimoroni (Coalizione sociale) e che prevedeva, in sostanza, l’emanazione di una ordinanza, entro trenta giorni dall’approvazione del provvedimento, che fissasse l’orario di funzionamento degli apparecchi dedicati al gioco d’azzardo, ovunque collocati, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle 18 alle ore 23 di tutti i giorni, festivi compresi, prevedendo adeguate sanzioni in caso di violazione.

E’ quanto si legge su news-town.it. Già il 10 settembre scorso, proprio al momento di discutere la proposta, in Consiglio era venuto meno il numero legale. I consiglieri di centrodestra si sono detti d’accordo nel merito della proposta di Cimoroni, contestando, tuttavia, il metodo, stante l’intenzione dell’amministrazione di predisporre un vero e proprio regolamento per il contrasto della ludopatia e del gioco d’azzardo. Tant’è vero che martedì 1 ottobre si riunirà, sul punto, la Commissione Politiche sociali. “Il gioco d’azzardo patologico (o ludopatia) sta diventando una vera e propria piaga sociale. E’ un fenomeno inarrestabile che spesso sfocia in situazioni familiari tragiche”, ha tenuto a sottolineare la presidente Elisabetta De Blasis (Lega).

“Oggi non abbiamo votato la mozione perché riteniamo che il problema vada inquadrato a 360 gradi e soprattutto analizzato rispetto all’ambiente dove si vive. E’ chiaro – ha aggiunto De Blasis – che L’Aquila vive un momento storico diverso da quello di altre città. Qui esistono diversi fattori di rischio che predispongono alla ludopatia: disturbi della psiche, giovane età, appartenenza al sesso maschile, familiarità per il gioco, la solitudine sociale in alcuni quartieri, caratteristiche di personalità, esposizione ad elevata offerta di possibilità di gioco e scommesse, con oltre 90 locali nel nostro territorio. Occore, pertanto, capire quali siano le caratteristiche ed i fattori predisponenti dei giocatori d’azzardo della nostra città. E ciò può esser fatto solo attraverso analisi specialistiche di centri che si occupano di questi disturbi (per esempio il Cim ed il Sert)”.

Limitare gli orari non può essere una soluzione per diversi motivi, ha proseguito De Blasis, “flussi verso cittadine vicine, incremento del gioco d’azzardo online (che non prevede tetto di spesa), o di totem illegali quasi sempre completamente in mano alla criminalità organizzata”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le colleghe di partito Tiziana Del Beato e Laura Cucchiarella: “Riteniamo che sia necessario portare nella III commissione consiliare, convocata per il 1 ottobre, la discussione per arrivare ad adottare un piano d’azione non solo come amministrazione comunale, ma che sia esteso a livello regionale perché occorrono risorse che possano essere indirizzate a creare percorsi di sensibilizzazione rivolti alle scuole, agli insegnanti, alle famiglie, ai genitori e ai centri per anziani”, le loro parole. “Spesso non c’é la consapevolezza della gravità della problematica che pone i familiari e le persone vicine al giocatore nella condizione di necessità di sostegno e di supporto da parte di servizi socio-sanitari. Solo con il coinvolgimento di tutte le parti interessate si può cogliere l’obiettivo, senza dimenticare mai che al centro del nostro intervento c’è sempre una persona, il più delle volte una vittima, non di un vizio ma di una dipendenza, quindi una persona malata, che va seuguita, compresa e curata”.

Sul contrasto alle ludopatie “il Comune è già al lavoro e proseguirà in tutte le sedi”, ha assicurato la capogruppo di Fratelli d’Italia Ersilia Lancia; “vogliamo portare all’attenzione delle commissioni la stesura di un regolamento relativo alle attività del gioco lecito poiché sul contrasto alle ludopatie è necessario un raccordo vero con gli enti che si occupano di prevenzione e con gli esercenti stessi dei locali, avendo sempre riguardo alla salvaguardia della salute pubblica e alla centralità della persona. Per questo, ho chiesto al Presidente la convocazione urgente della IV commissione per discutere il regolamento”.