Lo Stato sta registrando un incasso maggior dalle imposte sul gioco del Lotto rispetto al passato e questo, presumibilmente, anche grazie all’introduzione del divieto di pubblicità su giochi e scommesse online introdotto nel luglio 2018. Lo dice Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze .

Chiudi da una parte e si apre dall’altra. Il divieto di pubblicità sui giochi e le scommesse online ha probabilmente spostato i giocatori su altre tipologie di offerte di gioco. A dirlo non sono i soliti ‘interessati’, le associazioni di rappresentanza degli operatori di gioco o le ‘lobbie, come le chiamano gli esponenti del Movimento Cinque Stelle, ma addirittura Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze. Stamo parlando della guida del dipartimento fisco del ministero e uno dei tre funzionari a cui spetta la gestione della politica economica del Paese.

Lapecorella analizza i saldi di finanza pubblica ed entrate tributarie degli aspetti relativi alle entrate tributarie attravero i risultati del monitoraggio mensile delle entrate del bilancio fornendo particolari interessanti sulle dinamiche dei conti.

Parte dalla constatazione che la crescita effettiva dei primi mesi del 2019 è stata superiore a quella prevista nel DEF di aprile. Allo stesso modo le previsioni di spesa e di entrata si sono dimostrate estremamente prudenziali, al punto che a legislazione vigente si può prevedere un minor deficit/PIL pari a 0,3%, portando così il dato originario del DEF dal 2,4% al 2,1%.

Il miglioramento dei saldi previsto è pari a circa € 4,9 miliardi, quasi interamente attribuibile a maggiori entrate. Circa € 2,5 miliardi, spiega Lapecorella, sono entrate tributarie. Ma esattamente di cosa si tratta? Nel dettaglio, l’aumento di 2.475 milioni di euro delle entrate tributarie è derivato dal migliore andamento registratonei primi cinque mesi dell’anno peralcunevoci di entrata e “da un sensibile incremento dei proventi del gioco del lotto (valutato dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli in 475 milioni al lordo di vincite e aggi), che è presumibilmente correlato, oltre che alle fisiologiche fluttuazioni nel comportamento dei giocatori, anche agli effetti delle limitazioni alla pubblicità delle scommesse on line, prevista dal decreto Dignità (D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2018, n. 96)“.

Proprio così. Il direttore Fabrizia Lapecorella smentisce, con questa dichiarazione, le posizioni degli esponenti dell’ex governo giallo/verde circa gli effetti del divieto di pubblicità anche come misura finalizzata alla riduzione della spesa di gioco.

Vista la reazione dei Cinque Stelle alla posizione assunta dall’AGCOM attravero le linee guida sul divieto di pubblicità e la richiesta di dimissioni non possiamo che aspettarci ora una reazione altrettanto forte nei confronti del funzionario del MEF.