Simona Neri

“Il tema del gioco d’azzardo patologico non è un ambito che le amministrazioni locali possono affrontare da sole. Il problema fondamentale è la separazione delle competenze e delle deleghe. Questa situazione ha portato a una sovrapposizione di leggi, regolamenti e ordinanze. Da quando il Gap è entrato a far parte dei LEA, anche le regioni si sono sentite legittimate a dare una regolamentazione al settore per cercare di contrastare una problematica sanitaria che è diventata molto importante”. Lo ha detto Simona Neri (foto), rappresentante ANCI presso l’Osservatorio Nazionale per il contrasto al gioco d’azzardo e sindaco di Laterina Pergina Valdarno (AR), durante il webinar “La tutela dei consumatori nei giochi pubblici. Gli esercenti tra regolazione e responsabilità“.

“Ogni Regione ha ormai una propria regolamentazione in materia di gioco, basata in particolare sul distanziometro. I comuni dal canto loro sentono il peso della problematica sociale. La regolamentazione cambia da regione a regione e a volte anche da un comune all’altro. In Toscana questo non succede perchè i comuni si sono organizzati in un tavolo regionale e hanno stabilito regole uguali per tutti. Noi vogliamo avere voce in capitolo rispetto alla regolamentazione e alla distribuzione dei punti di gioco. C’è un legame stretto tra gli apparecchi, i negozi di gioco e gli utenti che si rivolgono ai Serd perchè hanno sviluppato un problema. Noi abbiamo due grandi strumenti – ha aggiunto Neri -, in primis il regolamento comunale che come ANCI abbiamo mandato a tutti i colleghi sindaci della Toscana, in secondo luogo abbiamo la facoltà di gestire le risorse nazionali che vengono dal piano di contrasto al gioco patologico. Ogni Regione, infatti, riceve uno specifico stanziamento, che in Toscana ammonta a circa 3 milioni di euro. In Toscana, voglio sottolinearlo, abbiamo puntato molto sulla formazione dei nostri dipendenti. In un’ottica più generale, i comuni chiedono soprattutto di avere maggiore chiarezza sui livelli decisionali e legislativi, partendo dall’accordo raggiunto nel 2017 in Conferenza Unificata, cui poi non è mai stato dato seguito. Anci ha condiviso l’idea di ricevere una parte degli introiti derivanti dal contrasto al gioco illegale, speriamo quindi che queste risorse possano arrivare a pioggia nei comuni, permettendogli di applicare al meglio le misure necessarie per la lotta al gap e a all’illegalità. Auspichiamo infine di arrivare a una legge quadro che metta ordine a questa situazione, permettendo a tutti di svolgere un lavoro omogeneo, con il coinvolgimento dei comuni sin dalla nascita di queste iniziative”, ha concluso Neri.

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