Alla vigilia della scadenza del 6 agosto quando scatterà l’obbligo del green pass per l’accesso ad alcune attività tra cui le sale gioco e la ristorazione al chiuso si torna a parlare dello stesso obbligo per i lavoratori.

Oggi si terranno a cabina di regia e il Cdm con l’obiettivo di esaminare e approvare nuove misure per l’allargamento dell’obbligo del “green pass” . Non è previsto che si discutano le norme sul certificato nei luoghi di lavoro e resta un rebus l’ipotesi di pass obbligatorio per alcune categorie di lavoratori di quelle attività per le quali ne è prevista l’esibizione.

Ma per alcuni organi di stampa questa ipotesi sembra essere ormai una certezza. La Stampa riferisce che già dopo Ferragosto, e comunque per il 23 agosto prossimo, gli stessi che verificheranno il possesso del green pass dovranno dimostrare di averlo.

Fipe: “non siamo contrari, ma servono tempo e regole chiare”

“La nostra Federazione è da sempre a favore dei vaccini, e anche l’eventuale introduzione dell’obbligo di green pass per i dipendenti dei pubblici esercizi non ci vede contrari”. Così Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, per il quale è tuttavia “assolutamente necessario intervenire su due aspetti fondamentali”.

Il primo riguarda i tempi di introduzione: “bisognerà dare il tempo di vaccinarsi a tutti quelli che non lo hanno ancora fatto. La campagna vaccinale – sottolinea Stoppani – richiede tempi tecnici che dipendono dai protocolli sanitari e dalla logistica, quindi è inimmaginabile pensare di poter pretendere la carta verde per tutti i lavoratori del nostro comparto già da fine agosto e con così poco preavviso, soprattutto se consideriamo che la Federazione ha chiesto a più riprese e sin dall’inizio del 2021 di inserire i dipendenti di bar e ristoranti nelle categorie da vaccinare in via prioritaria, proprio perché a contatto col pubblico. Imporre la vaccinazione ‘tutti e subito’ causerebbe la chiusura in piena stagione turistica di migliaia di esercizi per mancanza di personale”.

Il secondo riguarda la gestione di quei dipendenti che decideranno di non vaccinarsi: “servono indicazioni precise e un quadro normativo molto chiaro per aiutare gli imprenditori a capire come comportarsi in situazioni del genere. Dobbiamo evitare in ogni modo che gravino sulle attività ulteriori oneri economici, organizzativi e amministrativi”, conclude il presidente di Fipe-Confcommercio.